Pagani, lettera aperta di Marciano a Gambino

0
130

Dai social, la lunga dichiarazione di Michele Marciano, candidato al consiglio comunale nelle ultimissime elezioni, nella lista a sostegno di Luna Ferraioli

 

LETTERA APERTA AL SIGN. SINDACO DEL COMUNE DI PAGANI E ALLA CITTA’.
No, non va bene sig. Sindaco Alberico Gambino; non va bene consiglieri della maggioranza; non va bene, cittadini che avete aggredito il Sindaco uscente Salvatore Bottone, all’uscita dal consiglio comunale; non va bene il clima da faida politica, da vendette da consumare , non va bene perché questa è la città di tutti e non solo di quella parte che si ritiene sia la vincitrice; perché in Democrazia chi vince deve avere rispetto per chi perde e per qualsiasi tipo di dissenso che operi nel rispetto della legalità. Ed è proprio questo il punto, quel qualcosa che manca, che non si riesce ad afferrare, a comprendere, forse e lo dico con tutta la forza dubitativa che la parola comporta, che non si vuole che si comprenda. La nostra Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo. Il popolo elegge i propri rappresentanti e questi, gli eletti in Parlamento, in nome del popolo che rappresentano fanno le leggi; quindi il popolo fa la legge e ad essa e solo ad essa deve rispondere. Poi interviene un altro potere dello Stato, la Magistratura, che applica e vigila e sentenzia, sempre nel nome del popolo, perché la legge è uguale per tutti. In uno Stato di diritto, niente e nessuno è al di sopra della legge. Lei sig. Sindaco era a conoscenza dell’ ordinanza emessa dalla Suprema corte di Cassazione il 16 maggio 2019, nella quale i Giudici stabilivano la sua incandidabilità alle elezioni che hanno decretato la sua vittoria? E’ questa la domanda che legittimamente si è posta la città in tutti questi giorni. Ma lei , ostinatamente, anche sé non risponde direttamente alla domanda, sostiene che non è questo il problema. Il fatto saliente, secondo lei, è che la sentenza penale dalla quale lei è risultato assolto dall’accusa di associazione a delinquere, non è stata valutata dai giudici della Suprema corte, ed è così. Infatti essi si sono pronunciati facendo riferimento ad un’altra legge( vede, sempre la legge) e precisamente all’art 143 del TUEL ( TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI) che in merito all’accertamento dell’incandidabilità degli amministratori locali, attiene alle condotte che hanno dato causa allo scioglimento dell’organo consiliare, ma non alla valutazione del provvedimento amministrativo di scioglimento dell’organo”.Cioè in parole chiare alle condotte irresponsabili, alla gestione irresponsabile delle finanze comunali che hanno comportato un danno enorme per la collettività. QUELLE drammatiche condizioni finanziarie in cui versa la nostra città, che lei ha citato in un suo passaggio, senza peraltro avvertire il bisogno di fare un minimo di autocritica. Siamo delusi sig. Sindaco. Ecco, riprendere un dialogo costruttivo e democratico con tutte le componenti politiche della città, ammettendo anche le proprie responsabilità e nella prima seduta del consiglio comunale, sarebbe stato un gesto propedeutico alla pacificazione e al perdono di cui lei tanto ha parlato. Ma così non è stato. Lei ha conosciuto il dolore, lo ha visto negli occhi dei suoi familiari, quando ha dovuto vivere ingiustamente l’esperienza del carcere, quando si è sentito da solo e abbandonato, messo alla gogna mediatica, esposto al pubblico ludibrio ” del tintinnare delle manette”; non siamo giustizialisti , sappiamo compenetrarci nel dolore e nella sofferenza dell’altro. Lasci stare i simboli della legalità della nostra città; in un modo o nell’altro se n’è abusato; lasciamoli riposare in pace, poco hanno da spartire con una città senza memoria, dedita alla faziosità e alla maldicenza. Si abbia, tutti, il rispetto, per chi come Tonino e come Marcello sono stati assassinati per difendere la “legalità”; si abbia rispetto per i propri familiari e per il dolore che mai li abbandonerà. Basta esibirli come ” trofei”; lasciamoli riposare in pace e si operi solo per migliorare la nostra comunità. La legalità è un traguardo al quale dobbiamo solo prepararci.