Oggi a far innamorare,espressione forte, coppie di aitanti giovani e arzilli nonni d’Italia ci pensa Maria De Filippi con troni e tronisti. Nella Napoli degli anni ’30, per effetto della trasposizione di Peppino De Filippo (non confondiamo i cognomi, la vocale finale qui fa la differenza tra teatro e tv per essere teneri), lo stesso compito spettava al cavaliere De Rosa, il “trova marito” elegante e ruffiano quanto basta. Ma a guastare i piani della famiglia, che sogna di conquistare la promozione sociale con un titolo nobiliare grazie ad un innamoramento pilotato, ci pensa una lettera. Quale? La lettera di mammà. Il testamento che una madre lascia al figlio, il baroncino in divisa che si muove come un soldato di legno, è il canovaccio dell’intera commedia. Se volete scoprire il resto e immirare la bravura di Carmine De Pascale, Valeria De Pascale e di tutti i componenti della Locandina, avete la possibilità di scegliere persino la data comoda e giusta, tra un pranzo e un altro: 22 e 25 dicembre ma anche 6,12, 13, 19 e 20 gennaio. Vi imbatterete nell’esemplare barone Edoardo, la dolcezza di Claretta, l’eleganza stile charleston di Luisa la verve artistica di Giuseppina, la bravura di Ernesto, il fascino della signora Carnale, la grande presenza scenica di Teresa , la bella interpretazione del baroncino Riccardo, l’esuberante exploit di Gaetano e il canovaccio perfetto del cavaliere De Rosa.

