Pagani, le opposizioni non votano, Gambino sindaco, segretario cacciato

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In un clima volutamente elettrico, Alberico Gambino è stato proclamato Sindaco.

Il primo Consiglio dà il via libera. Le opposizioni non votano. Nella seduta andata in scena all’interno del multisala cinematografico della città, si sono astenuti dalla convalida i consiglieri di opposizione, usciti dall’aula al momento della votazione.
L’astensione dei consiglieri di minoranza è una diretta conseguenza della lettera inviata nei giorni scorsi dalla Prefettura al Comune di Pagani riguardante l’incandidabilità di Gambino per effetto della sentenza della Cassazione giunta lo scorso mese di maggio.
Dalla Prefettura, in breve, si ricordava che sarebbe stata necessaria una presa d’atto della decadenza; l’organo su cui ricade l’incombenza è per via naturale il consiglio comunale che poco prima della mezzanotte ha convalidato l’elezione di Gambino. Ha destato scalpore l’assenza del segretario generale del Comune Francesco Carbutti, considerato un ostacolo da parte della maggioranza e mandato provvidenzialmente in ferie – avrebbe potuto non convalidare la seduta – e sostituito da Ivana Perongini, sotto la presidenza provvisoria di Fabio Petrelli.

LA CRONACA
Lavori iniziati intorno alle 21,30. Sala gremita, diretta streaming sulle pagine social e maxi schermo istallato all’esterno, per consentire all’intera cittadinanza di partecipare ai lavori.
Si comincia in ritardo e tra numerose polemiche; al suo arrivo, il sindaco Gambino smuove i presenti e richiama l’attenzione delle forze dell’ordine per la presenza al tavolo dell’assise del segretario generale del comune di Pagani, Francesco Carbutti. Con una nuova delibera sindacale, infatti, Gambino ne aveva predisposto le ferie e aveva nominato in sua sostituzione la Dott.ssa Ivana Perongini, coinvolta e poi assolta in passato nel processo Linea d’Ombra. Presentati ai carabinieri gli atti e mostrati allo stesso segretario, dopo qualche concitata telefonata, tra lo stupore dei presenti, Carbutti è costretto a lasciare la sala, tra gli applausi dei sostenitori di Gambino, spesso richiamati all’ordine dall’avvocato Fabio Petrelli, che ha diretto i lavori in virtù di consigliere anziano. Toscano, in virtù della nuova carica alla Pagani Servizi, annuncia le dimissioni da consigliere, al suo posto con surroga ci sarà la Micucci. Arriva Carpentieri da Sant’Egidio, sindaco che sarebbe destinato a subentrare a Gambino in Regione. Poi Cirielli con la compagna Rescigno.
Il consiglio comunale comincia con la richiesta dell’osservanza di un minuto di silenzio per la prematura scomparsa della piccola Iolanda Passariello.
Il consiglio riprende con la richiesta di chiarimenti da parte dell’opposizione: Lello De Prisco, Santino Desiderio e l’ex sindaco Salvatore Bottone, interrogano l’assise sulla validità della seduta consiliare in virtù del procedimento di incandidabilità che interessa Gambino e la sua giunta. La consigliera Greco va oltre, nel suo intervento sostiene che ci sarebbero anche consiglieri non legittimati, a cause di presunte pendenze con l’Ente.

Al momento dei chiarimenti da parte di Gambino, parte dell’opposizione lascia l’aula.
Il punto che ha scatenato l’uscita dall’aula dell’opposizione è stato la convalida degli eletti, che ovviamente investiva la questione di legittimità della posizione del sindaco.
Presenti alla discussione ma assenti al voto anche i neo consiglieri in seno alle liste di De Prisco, Gaetano Cesarano e Aniello Palumbo, Salvatore Cascone e Santino Desiderio. Non rientreranno, invece, il sindaco uscente Salvatore Bottone, Rita Greco e Giusy Fiore. Per la maggioranza, un solo intervento, quello di Massimo D’Onofrio.

Gambino, nel suo intervento, ha sottolineato: “Io sono un certificato di qualità, da tutti i processi sono uscito indenne e succederà anche stavolta”.

Si procede, per ultimo, con la nomina di Enza Fezza alla presidenza del consiglio che completa il primo round.