Pagani, le legittime richieste di chi è disabile

Da Vincenzo Barone, riceviamo e volentieri pubblichiamo

In una Pagani fatta di caste e di corporazioni, mi chiedo quale posizione occupano i disabili. A giudicare dai fatti direi proprio una delle ultime, se non l’ultima. La disabilità non ha età ed i disabili nel nostro paese ci sono ed ognuno di loro con situazioni drammatiche alle spalle. Molti di loro non hanno la forza di ribellarsi a questo malcostume che, purtroppo, è sempre esistito.
Si susseguono vari politici, ma nulla realmente cambia. Durante le elezioni vengono fatte promesse mai mantenute ed i cittadini si ritrovano puntualmente allo sbando. Mi sento solo deluso da chi è su poltrone prestigiose ma non muove un dito per aiutare i meno fortunati.Esperienze dirette e personali, essendo io disabile mi portano a voler dare voce agli invisibili ed è con rabbia che mi rivolgo alle classi politiche ricordando loro che nessuno è immune dall’imprevedibilità della vita. Il destino, alle volte, gioca strani scherzi. Bisogna per tanto cercare sempre di avere un atteggiamento equilibrato ed un intelletto lungimirante per non doversi un giorno pentire di aver snobbato i problemi degli altri.
Si potrebbe obiettare che stiamo parlando di un esiguo numero di persone e di famiglie ma così purtroppo non è, ed anche se fosse non cambierebbe nulla. Tutto questo disagio è aggravato dal disinteresse delle istituzioni e dei politici che ai bisogni dei disabili sono chiamati a dare non solo considerazione e risposte, ma soprattutto azioni concrete e tangibili.
Invisibilità, solitudine, senso di abbandono e bisogni ignorati sono realtà che si commentano da sole. Questa situazione genera un ulteriore squilibrio: cittadini assistiti meglio di altri, solo in virtù del fatto di risiedere in città italiane più fortunate, con buona pace del diritto all’eguaglianza. Pagani non è una di queste. A partire dalle piccole cose si capisce che non è per nulla attenta ai bisogni di queste categorie di cittadini. Barriere architettoniche disseminate ovunque, trasporto pubblico inaccessibile ai disabili in carrozzina, luoghi di aggregazione e di svago inadatti e perciò non fruibili.
Una adeguata riqualificazione delle strade paganesi, per esempio, potrebbe sicuramente aiutare e di parecchio queste persone, se solo l’Amministrazione avesse la lungimiranza ed il coraggio di investire in questa direzione. In realtà Pagani è tristemente off limits per chi si muove in sedia a rotelle e vuole godere non solo delle nostre splendide chiese ma anche di altre zone cittadine senza considerare il solito percorso ad ostacoli: gradini troppo alti, ascensori non a norma in strutture pubbliche, pochi scivoli e spesso ostruiti da persone incivili che parcheggiano a loro piacimento.
Io, uomo in carrozzina, esprimo con rabbia che ci sentiamo discriminati e abbandonati.
È davvero un paradosso, abbiamo una buona legislazione nazionale ma quando è il momento di metterla in pratica gli enti locali, i progettisti e chi dovrebbe farla rispettare se ne dimentica completamente. Penso che non sia solamente un problema architettonico. È una questione culturale, bisogna lavorare sulla percezione che si ha della disabilità. C’è una totale mancanza di rispetto, verso noi diversamente abili. Ogni giorno viene calpestato il diritto di libertà di movimento di ogni singolo individuo. Chiunque abbia sensibilità è capace di vedere il mondo da un altra prospettiva. Non bisogna necessariamente essere su una sedia a rotelle per comprendere i problemi o lo stato d’animo di chi è stato messo in ginocchio dalla vita.
I veri disabili probabilmente sono coloro che non hanno la coscienza di preoccuparsi dei loro simili, che poi sono gli stessi quaquaraquà che manifestano la loro correttezza senza mettersi in prima linea in difesa di chi merita rispetto. Mi vergogno di essere paganese tutte le volte che noto menefreghismo.
E’ doveroso ed irrinunciabile garantire alle persone portatrici di handicap una vita più serena partendo dalle piccole cose, quelle apparentemente più banali, scontate come un adeguato accesso all’ospedale o ad una chiesa o un marciapiede più accessibile. È così che si valuta lo spessore umano, la sensibilità e la responsabilità di una città.
Con l’estate appena iniziata i disabili meriterebbero di poter usufruire pienamente di tutte le strutture pubbliche presenti in città e soprattutto vivere appieno la città di Pagani. Il comune deve lavorare per attrezzare percorsi con pavimentazioni idonee, sentieri didattici e strutture di accoglienza accessibili a tutti.
[22:59, 3/7/2019] Calce: Ma le difficoltà non sono solo strutturali, molti disabili infatti hanno la difficoltà di ottenere quello che gli spetta di diritto perché c’è poca informazione al riguardo o di difficile reperibilità. Se poi ad ascoltare c’è gente che noi abbiamo scelto e votato che si ritiene professionista nel campo, ma che in realtà non sa nemmeno cosa significhi vivere accanto a chi ha un familiare con disabilità, beh… c’è poco da fare ed è x questo che avrei desiderato che fosse stata istituita una commissione o un ufficio apposito che si fosse interessata a 360° della dinamica disabili e che al proprio interno vi fosse stata almeno una persona che vive il disagio sulla propria pelle.
Possibile che sia così difficile comprendere che le cose fatte bene generano posti di lavoro e soprattutto serenità in tutta la cittadinanza?
Faccio una domanda al Sindaco e all’amministrazione tutta.. Siete ancora dell’opinione che i fatti citati non giustifichino una presa di posizione forte? Quale fatto deve ancora accadere perché i disabili e le loro famiglie non si sentano del tutto abbandonate? Perché non lavorare per raggiungere una totale integrazione e sentirsi una vera cittadinanza più moderna e consapevole? Lo scopo comune dovrebbe essere quello di evolverci culturalmente e far giungere la nostra voce a coloro che dovrebbero ascoltare. Il disabile, e non solo, deve essere trattato con la dignità che la Costituzione gli riconosce. Costituzione che tutti citano ma quasi tutti disattendono. La disabilità non è contagiosa, l’ignoranza e l’indifferenza si. Smettetela di guardare chi è su sedia a rotelle come se avesse la lebbra… piuttosto ringraziate Dio per essere sani e cercate di tendere la mano al prossimo… Ridateci la voglia di vivere anche da “DISABILE”.