Pagani, la sentenza sull’omicidio di Gorizia Coppola: “Pressioni per cambiare versione”

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Gorizia Coppola fu uccisa da Luigi Femiano, dopo che Gennaro Avitabile tornò indietro per dare una lezione alla donna, che si era rifiutata di concedersi gratuitamente ia due. Era il 1 maggio 2017: i due ragazzi furono condannati per omicidio volontario in concorso a 16 e 14 anni di reclusione. La sentenza è ora pubblica. Da quanto scritto dal gup Paolo Valiante, Femiano provò a fare pressioni su Avitabile per fargli cambiare versione, per fargli addossare responsabilità non sue durante gli interrogatori voluti dalla Procura, oltre che dalla messa a confronto dei due. Fu proprio il 19enne a sferrare la coltellata mortale a Gorizia Coppola, “senza che l’amico del 24enne gli ponesse il coltello nè lo incitasse a minacciare la donna. Se l’omicidio fu commesso da Femiano, Avitabile fu condannato per “concorso anomalo nel delitto”, perchè tornò dalla donna con l’intenzione di compiere qualche reato ma non l’omicidio, “verificatosi come conseguenza non voluta di un’azione comunque criminosa di cui Avitabile poteva mettere in conto l’epilogo tragico”.

Noti per aver infastidito più volte trans e prostitute della zona, i due ragazzi furono arrestati il giorno dopo, a seguito di una telefonata anonima giunta ai carabinieri, che descriveva l’auto dei giovani e i loro nomi. La condotta di Avitabile – per il gup – è stata ritenuta non estranea al delitto, perchè vi era la consapevolezza di quel coltello che fu portato in auto, oltre alla “sottovalutazione” del comportamento dell’amico. “Il fendente mortale fu sferrato con notevole intensità ed energia, in modo che la lama penetrò praticamente fino al manico all’interno dell’addome, tanto da trafiggere a tutto spessore più organi interni. L’aver agito con i favori della notte in una zona periferica e malfamata, nella quale la vittima si trovava sola di fronte a due individui, uno dei quali armato, significò profittare di una condizione di minorata difesa della Coppola”.