Pagani. Intervista al duo Ebbanesis, in occasione di Bek Steig al Teatro Auditorium Sant’Alfonso Maria de Liguori

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Viviana Cangiano e Serena Pisa sono due cantanti-attrici, napoletane veraci che esportano la musica napoletana in Italia e nel mondo. Stasera si esibiranno con la loro prima opera teatrale e musicale.

Di Marco Visconti

Scenari pagani 27 – Fuori Campo – darà il via questa sera al secondo spettacolo teatrale «Bek Steig» alle ore 20:45 presso il Teatro Auditorium «Sant’Alfonso Maria de Liguori». Le Ebbanesis sono 2 artiste, Serena Pisa e Viviana Cangiano, da sempre legate al teatro, quale loro luogo naturale per esprimere la propria musica. Pisa e Cangiano si raccontano e descrivono la loro ultima opera teatrale e musicale: «Bek Steig».

Come nasce il duo?

«Ci siamo rincontrate dopo il liceo,  abbiamo stretto un’amicizia che non avevamo in passato. Cantavamo in macchina di notte, facendo dei video col telefono, poi è nata la pagina social di Facebook, quando Instagram non era ancora la pagina social del momento. In seguito, è nato il progetto musicale vero e proprio».

C’è voglia di far trasparire la propria identità tramite la musica?

«Sì, abbiamo un problema serio: veniamo dalla tradizione, ci diverte unire la tradizione con l’adozione (in lingua italiana o straniera). Il napoletano avvantaggia, perché è musicale, poetico».

Perché avete pensato alla lingua napoletana?

«Non è stata una scelta. I percorsi individuali, artistico e di vita, ci avevano già portate al napoletano. Le voci si sposavano bene nel napoletano sia a livello locale che teatrale».

Questa scelta spontanea, mi viene da aggiungere geniale, vi ha dato la possibilità di sconfinare oltre il territorio italiano, giusto?

«Sì, è stranamente accaduto soprattutto con la rivisitazione di Ragione e Sentimeno di Maria Nazionale».

«Bek Steig» è il primo spettacolo teatrale e musicale?

«Questo è il primo spettacolo teatrale e musicale, perché  gli altri 2 spettacoli fatti sono concerti. “Bek Steig” è intervallato da momenti musicali, ma è principalmente uno spettacolo teatrale».

 In «Bek Steig» recitate in un camerino, perché?

«A differenza dei concerti, questo spettacolo teatrale non si rivolge mai al pubblico. Qui troviamo difficoltà perché siamo abituate a interagire tutto il tempo col pubblico, in questo caso siamo da sole in camerino. Le protagoniste sono 2 amiche che stanno per andare in scena insieme, invece di riscaldarsi, ripetere, fanno altro. Aspetti questi che riflettono anche la nostra vita privata».

Quello che si vede è un dialogo effettivo, voi cantante ma in realtà parlate l’una con l’altra, è vero?

«Sì, ci serve per stare sempre insieme, non perderci mai sulla parte vocale. Le note che usiamo a fine verso ci servono per stare unite attraverso un dialogo, ci diamo indicazioni anche se non lo facciamo in modo del tutto consapevole. Ormai possiamo cantare anche di spalle, senza guardarci effettivamente».

Vi lega anche un forte rapporta di amicizia, un’alchimia. Che aggettivo utilizzereste l’una per l’altra?

«Viviana: materna; Serena: ciaciona (carina, tenera)».

È la prima volta che venite a Pagani?

«È la prima volta a Pagani con uno spettacolo musicale al Teatro Auditorium “Sant’Alfonso Maria de Liguori”».

State lavorando ad alcuni progetti futuri?

«Sì, proporre il nostro repertorio con l’aiuto di musicisti per dare dinamicità alla nostra vita musicale. Inoltre vogliamo continuare su questa strada dello spettacolo teatrale musicale, di farne un altro entro un anno e mezzo, continuando sulla scia di “Bek Steig”».