Pagani, intervista al dottor Nicola Campitiello chirurgo plastico ed estetico

0
981
Dottor Nicola Campitiello

Viviamo in una società inebriata di immagini suggestive, «perfette», ci sono molte persone che fanno richiesta alla chirurgia plastica ed estetica. Il dottor Nicola Campitiello spiega tramite l’intervista il mondo dell’estetica. Campitiello, laureato in Medicina e Chirurgia nel 2009, specializzato nel 2015 in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, ha vinto il dottorato di ricerca  nel 2016 e ha svolto l’attività di ricercatore fino al 2019.  

Salve dottor Nicola Campitiello, dove visita i suoi pazienti?

«Ho diversi studi sia in Campania (Pagani, Calvizzano, Castellammare, Scafati e Agropoli )che in Puglia (Taranto) e lavoro in due cliniche: Hera (Giugliano) e Villa del Sole (Salerno). In quest’ultima  faccio anche chirurgia post bariatrica, rivolta a quei pazienti che hanno subito interventi bariatrici e, dopo aver perso molto peso, hanno bisogno di modellare il proprio corpo attraverso alcuni interventi di chirurgia plastica-estetica».

Vengono principalmente da lei le donne o gli uomini?

«Prima i miei pazienti erano principalmente donne, negli ultimi tempi arrivano da me sia donne che uomini, se vogliamo porre una percentuale sui due generi: il 60% è costituito da donne mentre il 40%  da uomini».

Secondo lei perché c’è questa volontà da parte degli uomini di fare ricorso alla chirurgia estetica?

«La televisione ci propone modelli sempre più perfetti, sia per gli uomini che per le donne. Chi non si sente bene col proprio corpo si rivolge al chirurgo plastico».

La società influenza il singolo e, quest’ultimo, mira alla perfezione estetica. I pazienti cosa vorrebbero correggere principalmente con la chirurgia estetica?

«Faccio principalmente interventi di mastoplastica additiva, rinoplastica e faccio molta medicina estetica, quindi quella parte della chirurgia plastica che si avvale di quei prodotti come l’acido ialuronico, tossina botulinica,  fili di sospensione che vanno a migliorare l’estetica del volto (naso, labbra, guance, mandibola etc.)».

Perché alcuni suoi pazienti fanno richiesta di modificare ai soli fini estetici il proprio corpo?

«Perché hanno un problema anche di tipo psicologico, alcune persone non si vedono belle allo specchio, vivono la quotidianità in maniera triste. Con piccoli ritocchi, punture, si può rendere una persona felice, di conseguenza cambia anche il suo approccio al mondo esterno rendendola più socievole, propositiva. Ciò mi rallegra molto perché rendere il paziente felice è alla base di ciò che faccio e ho scelto di fare per tutta la vita».

Ci sono innovazioni nel campo della chirurgia estetica?

«La ricerca è in continua evoluzione, ci sono studi sulle cellule staminali e su varie tecniche chirurgiche di chirurgia plastica che tendono a essere meno invasive, aumentando il confort post operatorio per i pazienti».

Ci sono tanti pazienti che fanno richiesta nel modificare esteticamente il proprio corpo, cosa ne pensa a riguardo?

«Oltre a essere uno specialista in chirurgia plastica ho imparato a essere anche una sorta di psicologo.  Ci sono alcuni pazienti che arrivano con le fotografie di personaggi famosi, che vorrebbero diventare esteticamente come loro, io mi rifiuto di ascoltarli perché è impossibile riprodurre  qualcosa che è presente in un’altra persona, quest’ultima è unica nel suo genere. Se un paziente viene e vuole migliorarsi, nei limiti funzionali del proprio corpo, io l’ascolto; invece se mi accorgo che il/la paziente ha un disturbo della personalità, piuttosto che avere la voglia di migliorarsi, cerco di indirizzare il/la paziente verso altri canali».

Ci saranno delle novità in prospettiva per l’attività che svolge?

«Ho aperto una società di chirurgia plastica ricostruttiva di nome “Bellezza Infinita”,  la settimana prossima sarà operativa. Con questa società, cercherò di aprirmi una mia clinica con una sala operatoria, una degenza, insomma una struttura più adeguata per quello che faccio, in manierata tale da non spostarmi in varie cliniche. Stiamo cercando una struttura a Pagani».

Lei è paganese e ha il suo studio a Pagani, perché ha questo legame così forte con Pagani?

«Io sono paganese, non ho mai negato le mie origini, svolgo qui la mia attività al fine di far crescere nel mio piccolo questo paese. Quindi la mia intenzione è di rimanere a Pagani, pur avendo avuto diverse proposte in diverse parti d’Italia».