Una componente del partito democratico di Pagani chiede le dimissioni dal consiglio comunale dell’ex candidato sindaco, Angelo Grillo. “I sottoscritti componenti dell’ex direttivo, oggi tesserati, unitamente ai nuovi iscritti del PD, rispetto al comportamento del consigliere comunale Angelo Grillo, ritenuto politicamente scorretto e poco coerente con la linea del Partito Democratico, chiedono le sue immediate dimissioni dal consiglio comunale di Pagani. Tutto questo in virtù di un accordo pre elettorale, siglato alla presenza dei vertici provinciali del Partito Democratico e di decisioni assunte in modo autonomo e decentrato rispetto al partito. Spazio alle nuove generazioni. Perchè questo era ed è il senso del ritorno di Angelo Grillo alla politica con il PD. Un ruolo di guida, un’ apristrada ai giovani impegnati nella crescita politica e socio culturale della nostra città. Missione e funzione che, purtroppo, non ha saputo condurre e rappresentare. Il consigliere Grillo troppo spesso dimentica che siede tra i banchi dell’assise comunale grazie ad uno storico lavoro di squadra condotto dal Pd paganese ed, inoltre, crede di essere ancora il candidato sindaco, dilettandosi quindi a svolgere campagna elettorale. Ha interrotto due anni di mutismo politico per “presentare” una invasione del consiglio comunale perpetrata da giovani leve e, successivamente, per aderire al Partito che lo ha candidato ed eletto. Lo stesso del quale ha contribuito al commissariamento. Dimentica, altresì, che siede accanto al capogruppo in consiglio comunale del Pd, Giusy Fiore che, nella stessa misura del giovane direttivo del Pd , ha recitato una parte da protagonista per farlo “accomodare” dove tuttora è. Sta continuando a non onorare accordi ed impegni sottoscritti con il Partito locale e provinciale in caso di sconfitta nelle vesti di candidato sindaco: le dimissioni per fare spazio ai giovani. Pertanto si chiede una cosa sola, condivisa e doverosa, le sue dimissioni da consigliere comunale. Questo, non solo gli consentirebbe di “recuperare” un minimo di dignità politica, ma rappresenterebbe il naturale decorso di una azione politica che è nata con i giovani e deve proseguire con loro. Spazio, quindi. Perché al silenzio ed alla scorrettezza politica, preferiamo l’inesperienza e la ingenuità. Convinti che, basti poco, per fare di meglio. Anche in termini di presenza in città e di risposte ai cittadini, agli elettori ed a chi quotidianamente ci investe di una considerevole dose di fiducia.

