Pagani, Gambino s’è insediato invocando pace e amore

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E’ la terza volta da sindaco, ma Alberico Gambino riesce ad emozionarsi ancora, accade a Palazzo San Carlo, con le parole pronunciate dopo la formula di rito della proclamazione. Nei prossimi giorni farà una conferenza stampa. Intanto prende applausi dai presenti, accompagnato da D’Onofrio e da tanti fedelissimi, che dopo la proclamazione partono col coro Gambino, Gambino, Gambino. Gli spuntano le lacrime e per cercare di archiviarle chiede di portare i dolcini per i presenti. Arriva Salvatore Bottone, che gli consegna con fair play la fascia tricolore, un vero e proprio passaggio di consegne, volti tirati ma strette di mano arrivate. Poi le parole, intervallate da applausi. Sono molto emozionato, cinque anni di grande ci attendono, con don Flaviano ha concordato per sabato sera una santa messa. A tutti quelli che si sono candidati al Consiglio, destra, sinistra, centro, dico che questa città ha bisogno di pace, perchè se c’è pace, c’amore, Pagani ha bisogno di questo.L’emozione è ancora forte, i dolcini tardano ad arrivare, in compenso ci sono tanti scatti fotografici, tanti baci e abbracci. Prima dei dolci, un regalo che lo commuove, una foto incorniciata che per lui significa tanto. Prego signori, sono arrivate le paste, scarta un secondo regalo, qui la superstizione supera persino la fede, un corno rosso, fa niente che il colore ricordi inevitabilmente la sinistra. C’è chi lo chiama Albi e chi lo chiama sindaco. Quando andavo nelle case tra la gente, mi volevano offrire lo spumante, pur essendo molto cattolico, lo rifiutavo scaramanticamente, ma tra qualche minuto arriverà, oggi è anche il giorno dello spumante.