Pagani, Gambino decaduto va interpretato come un richiamo alla legge

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“Non è un un parere, né un provvedimento, ma un vero e proprio richiamo-monito all’osservanza della legge». Parola del segretario generale del Comune di Pagani, Francesco Carbutti, che descrive la nota di suo pugno trasmessa a Gambino. “Da quanto sopra – si leggeva in calce a quella missiva, inviata insieme al parere che il Ministero dell’Interno aveva fornito alla Prefettura di Salerno – discende la nullità degli atti da lei sin qui adottati”. Il giorno dopo, alle 9 e 51 del mattino, il segretario generale scrive un’altra nota: la manda a Gambino, al prefetto Francesco Russo e, per conoscenza, alla Procura regionale della Corte dei Conti, ai responsabili apicali dell’Ente e al Collegio dei revisori. Con la seconda lettera, il segretario generale spiega le sue ragioni: in particolare fornisce lumi sulla conclusione, quella declaratoria di nullità degli atti a firma di Gambino, che «rappresenta null’altro che la constatazione giuridica espressa dal sottoscritto degli effetti derivanti dal disposto della vigente normativa, quali richiamati nella missiva del Ministero dell’Interno».