La calda estate 2018 provoca fuoco e fiamme nel centro destra della città di Pagani. Da settimane gli esponenti locali continuano ad inviarsi messaggi dapprima “in codice”, poi sempre più chiari, di inimicizia. Riprende, ove mai si fosse sopita, la battaglia tra gli esponenti che fanno capo all’ex sindaco, Alberico Gambino (passati da Forza Italia, PDL e poi FDI, per giungere oggi nelle fila di Noi con L’Italia) e i rappresentanti di Fratelli d’Italia. Complice forse anche lo scontro, alle ultime elezioni, tra i parlamentari Cirielli e Iannone, da una parte, e il consigliere regionale Gambino, dall’altra, sta di fatto che pace ed armonia sembrano diventate parole grosse. Ad accendere l’ultima scintilla una foto privata, un selfie goliardico che un giornalista, tra l’altro della nostra testata, ha scattato a poche ore dalla conclusione della cerimonia religiosa in onore dei festeggiamenti di Sant’Alfonso Maria dei Liguori. Lo scatto ritrae il collega, Salvatore Bottone, attuale sindaco, e il dirigente del partito di FDI, Massimo D’Onofrio. Apriti cielo. Strali e pubblici avvisi: chi grida al golpe e chi invece ricorre all’alto tradimento. Oggi la nota del partito della Meloni. “Continuiamo ad essere bersaglio di puerili ed insopportabili provocazioni da consiglieri comunali, tra l’altro surrogati, e da forze politiche non identificabili, le stesse che in 12 mesi hanno cambiato tre partiti e che ancora bussano alla porta di tutto l’arco costituzionale. Non è colpa nostra se nessuno li ospita, ne capiamo il motivo per cui costoro non perdono occasione per creare “zizzania” nel centro destra. Se noi rispondessimo si aprirebbe un caso, invece preferiamo evitare polemiche e mostrarci più responsabili. Intendiamo solo precisare che noi lavoriamo per un centro destra unito e che tutti noi siamo impegnati a costruire una nuova classe di governo. Fdi Pagani è un grande partito, esistono una classe dirigente, un gruppo consiliare, dirigenti giovanili a livello nazionale e, cosa di non poco conto, la prima dei non eletti al senato. È ovvio che in un grande partito ci si confronta e magari non sempre si è tutti d’accordo, ma la nostra linea sarà sempre univoca e mai divisi. Ci rendiamo conto che in pseudo partiti formati da tre persone è più facile andare sempre d’accordo. Il nostro partito gode di buona salute e chi si preoccupa per noi può stare tranquillo, pensassero ai loro di problemi, più che altro “esistenziali”.

