Pagani, entra in Basilica e picchia tutti: arrestato

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Picchiati, o forse è più corretto dire “aggrediti”, per aver difeso sia le immagini sacre della chiesa sia l’ingresso al convento.

È sotto choc la città di Pagani per la vicenda che ha riguardato la Basilica di Sant’Alfonso Maria de Liguori.

Secondo le poche testimonianze trapelate, infatti, pare che stamane un uomo di nazionalità marocchina abbia iniziato ad inveire con calci e pugni davanti alla porta della congrega della casa missionaria di piazza Sant’Alfonso. Il suo desiderio era di entrare.

La porta ha ceduto dopo poco, e l’uomo si è introdotto all’interno. Il marocchino, 26 anni, si è recato davanti all’altare della cappella e ha preso a calci la teca che custodiva la statua della Vergine Maria dormiente, frantumandola.

Accortosi dei rumori, il sacrestano è subito corso all’interno della cappella, soprendendo così il giovane. “Che stai facendo?” l’unica domanda che è riuscito a pronunciare. Da lì, l’aggressione. Pochi istanti dopo sono scesi anche il parroco Natalino Rauti e il superiore Luciano Panella. Entrambi si sono ritrovati vittima della furia dell’uomo. A dare però l’allarme è stata una signora, che vedendo la scena dal balcone di casa sua (che affaccia in piazza) ha subito allertato i carabinieri e chiesto aiuto.

Subito giunti sul posto i militari della tenenza di Pagani, uniti al nucleo radiomobile di Nocera Inferiore.

Bloccato, non senza difficoltà, il giovane è stato trovato in stato confusionale e con problemi psichici piuttosto seri. Nella colluttazione, in particolare, è stato ferito in maniera lieve anche un carabiniere. Il 26enne è stato condotto presso il Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore ove è stato tratto in arresto con l’accusa di resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e danneggiamento. Ora è a disposizione della locale Procura della Repubblica in attesa di essere giudicato con la formula del rito direttissimo previsto per la giornata odierna.

Accorato il ringraziamento del padre superiore nel corso della messa mattutina, celebrata poco dopo: il sacerdote ha voluto infatti rivolgere un saluto speciale ai fedeli che sono intervenuti in loro difesa bloccando la furia dell’uomo.