E’ morto Giuseppe Comunale, l’ottantenne ex archivista in pensione dell’ospedale di Pagani, condannato in via definitiva a 30 anni per aver ucciso a colpi di fucile la nuora e la nipote, il 5 febbraio del 2010. I funerali si sono svolti nel pomeriggio di ieri. Nella mente dei paganesi è tornato il ricordo di quel giorno drammatico di febbraio, quando l’uomo – che stava scontando la sua condanna presso una casa di cura di Salerno perchè risultato incompatibile con il carcere – sparò diversi colpi di fucile contro la nuora Anna Rosaria Vanacore, di 47 anni e la nipote Renata Maria Comunale, una giovane di 23 anni. Il delitto avvenne nella terza traversa di via Fontana, a poche decine di metri dal fabbricato dove Comunale viveva a stretto contatto con le due donne, in una casa di fianco. Il motivo scatenante fu la mancata chiusura di un cancello, punto limite di una storia fatta di astio e rapporti tesi verso le due donne che durava da anni. Fu proprio l’anziano a spiegare, una volta arrestato dai carabinieri del tenente colonnello Massimo Cagnazzo, i motivi di quel duplice omicidio. Parlò di quella mancata, ennesima, chiusura del cancello della proprietà condivisa dalle due parti, insieme ai precedenti e ai sentimenti di rabbia accumulati verso le due vittime nel corso del tempo. E riconosciuti dal giudice dell’indagine preliminare, nell’ordinanza di arresto e dalle sentenze dei magistrati. Tre i proiettili esplosi quel giorno, che uccisero la nuora e la nipote, la quale provò anche a scappare inutilmente. Nei tre gradi di giudizio, Giuseppe Comunale era stato condannato a trent’anni di reclusione, per poi uscire dopo quattro mesi – dietro istanza degli avvocati difensori – perchè incompatibile con il regime carcerario.

