Pagani, crisi al cantiere: fumata nera tra Econova e sindacati sulla riorganizzazione

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Le sigle Cgil, Cisl e Fial abbandonano il tavolo: “Mancano garanzie sugli stipendi”. Sotto accusa il piano di riclassificazione del personale. Richiesto l’intervento urgente del Comune.

di Marco Visconti

Finisce nel peggiore dei modi il confronto, tenuto in questa giornata 20 gennaio, tra la società Econova Srl e i sindacati per il futuro del cantiere rifiuti di Pagani. Al termine di una mattinata convulsa negli uffici di via Filettine, il verdetto è di rottura totale: la riorganizzazione aziendale, che dovrebbe partire ufficialmente il prossimo primo febbraio, è stata rigettata con forza dalle parti sociali.

Il nodo dei pagamenti

A far saltare il tavolo è stata innanzitutto l’incertezza economica. Nonostante le rassicurazioni dell’ avvocato Valentina Perrone per Econova, che ha indicato il 26 gennaio come data utile per risolvere le problematiche dei pagamenti, le sigle FP Cgil, FIT Cisl e Fial hanno deciso di non proseguire la riunione. “Senza garanzie formali e documentate sul regolare pagamento degli stipendi – hanno messo a verbale – non sussistono le condizioni per procedere oltre nel confronto“.

Riclassificazione contestata

Il punto più critico resta però il nuovo assetto del personale. Econova ha presentato un lungo elenco di “cambi di mansione” (che coinvolge decine di nomi come). Se per l’azienda si tratta di una manovra necessaria per ottimizzare il servizio e salvaguardare i posti di lavoro evitando licenziamenti, per i sindacati si tratta di una “unilaterale ed illegittima riclassificazione” che non rispetterebbe il Ccnl di categoria.

Appello a Palazzo San Carlo


Il clima è così teso che le organizzazioni sindacali hanno chiesto ufficialmente che il verbale venga trasmesso al Comune di Pagani. L’obiettivo è duplice: verificare se il piano di Econova corrisponda a quanto promesso in sede di gara e coinvolgere l’amministrazione comunale come garante in un nuovo incontro che si preannuncia infuocato. Anche la Fiadel, pur con toni diversi, ha espresso forti riserve, ribadendo che difenderà ogni singolo operatore e invitando la società alla puntualità nei pagamenti. La palla passa ora alle vie legali e al Comune: il rischio è che la crisi del cantiere possa ripercuotersi sull’efficienza della raccolta rifiuti in città proprio nei prossimi giorni.