di Marco Visconti
Si è tenuto nella serata di ieri il consiglio comunale di Pagani, nel corso del quale è intervenuta una delegazione di Potere al Popolo per chiedere chiarimenti in merito ai lavori di riqualificazione urbana presso il cantiere di via Pittoni, dove è stata accertata la presenza di crisolito, noto anche come amianto bianco. Al centro dell’intervento, la denuncia di una scarsa comunicazione istituzionale nei confronti della cittadinanza. A rispondere alle sollecitazioni è stato il sindaco, che ha rivendicato la correttezza delle procedure comunicative adottate dall’amministrazione comunale. Il primo cittadino ha sottolineato come la questione fosse già all’attenzione delle istituzioni dal 2024, evidenziando di essere stato contattato dalla prefettura e di aver fornito riscontri tramite comunicati stampa, social network, atti pubblici e incontri dedicati, anche all’indomani dei confronti con la prefettura. Il sindaco ha inoltre precisato che l’amministrazione ha reperito autonomamente le risorse economiche necessarie allo smaltimento del materiale, pari a circa 350mila euro, attraverso una variazione di bilancio.

Successivamente è intervenuto il vicesindaco Augusto Pepe, che ha ricostruito nel dettaglio le fasi tecniche dell’intervento. Secondo quanto riferito, dopo la demolizione dei manufatti presenti e durante la prima fase di scavo, in un’area prossimale ai cancelli del cantiere, sarebbe stato individuato del materiale sospetto, presumibilmente contenente amianto. Su disposizione dei tecnici incaricati e del direttore dei lavori, l’impresa esecutrice avrebbe immediatamente provveduto alla messa in sicurezza della zona interessata, coprendola con teloni di plastica fissati al suolo. Il materiale rinvenuto sarebbe stato quindi prelevato e analizzato da un laboratorio accreditato presso il Ministero della Salute, il laboratorio accreditato Srl di Pozzuoli, che ha certificato la presenza di crisolito. A seguito dell’esito positivo delle analisi, sarebbero stati informati Asl e Arpac, che hanno ritenuto necessario procedere con ulteriori verifiche per accertare eventuali contaminazioni. Nell’area di cantiere, ha spiegato il vicesindaco, sono stati installati strumenti per il monitoraggio della qualità dell’aria, dai quali non sarebbe emersa alcuna dispersione di amianto. Pepe ha inoltre affermato che tutti gli operai erano dotati dei dispositivi di protezione individuale e che, allo stato attuale, il terreno risulta completamente bonificato.
Tuttavia, ci sarebbero delle discrepanze rispetto a quanto dichiarato. In particolare, a fronte della descrizione di un’area circoscritta interessata dal rinvenimento del materiale contaminato, le immagini del cantiere mostrerebbero l’utilizzo di teloni estesi all’intero perimetro dell’area, sollevando interrogativi su un possibile eccesso di precauzione o su una situazione più ampia rispetto a quella descritta.

Analogamente, la presenza costante dei dispositivi di sicurezza per gli operai non risulterebbe sempre riscontrabile dalle fotografie disponibili. Ulteriori perplessità emergono anche sul piano amministrativo.

La determina per l’affidamento del servizio di trasporto e rimozione del terreno e dell’amianto risulta infatti pubblicata solo in data 9 dicembre 2025, nell’ambito di una procedura sotto soglia di valore inferiore ai 140mila euro.

Nel documento è inoltre presente un errore formale relativo alla data di una precedente determina, indicata come 31 dicembre 2025 anziché 2024. Dalla determina si evince inoltre che la ditta incaricata ha segnalato una criticità aggiuntiva legata al rinvenimento, oltre che di manufatti in cemento-amianto di grandi dimensioni, anche di frammenti più piccoli, difficili da separare.

La M.D. Srl, affidataria del servizio per un importo massimo di 120mila euro, ha ottenuto l’incarico proprio il 9 dicembre, circostanza che solleva interrogativi sui tempi di esecuzione degli interventi di bonifica, che risulterebbero conclusi in meno di venti giorni.


