Pagani, caso Gori, Spazio Aperto scende in piazza contro Bottone

Via la Gori dal Comune di Pagani.

E’ quanto ha chiesto oggi e chiede da tempo a gran voce il gruppo Spazio Aperto – Rifondazione Comunista della cittadina alfonsiana. Gli attivisti paganesi stamattina si sono portati in piazza per un simbolico flash mob per incontrare i cittadini e spiegare le loro richieste.

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“La vicenda Gori resta un mistero – ha detto a tal proposito Ernesto Saturno, referente del gruppo – una situazione che non capiamo perché sta ancora in piedi. Il famoso referendum sull’acqua pubblica di qualche anno fa ci ha dato ragione, il popolo è contrario alla privatizzazione delle risorse idriche. Ebbene, perché ad oggi la Gori c’è ancora?” Saturno, nel suo intervento, ha precisato che a porsi il quesito non è solo Spazio Aperto. “Il ministro Mandia ha rispolverato il referendum – ha detto – e ha posto gli stessi interrogativi. Abbiamo una società che, per esubero di personale e per subappalti nella manutenzione delle strutture idriche, ha debiti per oltre duecento milioni di euro. Perché? L’acqua offerta dalla Gori non è potabile, dicono sia limpida ma se lo è, lo è solo alla fonte!” Da lì l’attacco a Bottone.

“Non ci spieghiamo perché mentre altri comuni hanno avviato le pratiche per l’estromissione della Gori dal proprio territorio (vedi Napoli, Roccapiemonte, Nocera in via di risoluzione) Pagani invece stipula con essa degli accordi. Ma il sindaco Bottone – ha rincarato la dose Saturno – non aveva detto, in campagna elettorale, di essere contro la Gori? Cosa è successo?”