di Marco Visconti
Pubblicato il 16 luglio il cartellone estivo del Comune di Pagani. Peccato che molti eventi, come chiaramente indicato nel programma, siano già andati in scena: si parte addirittura dal 30 giugno. Un tempismo imbarazzante, che restituisce l’immagine di un’estate improvvisata, senza visione, senza regia. Altro che promozione turistica o rilancio culturale.Leggendo il documento ufficiale, il dubbio sorge spontaneo: più che un cartellone istituzionale, sembra la locandina dell’associazione commercianti Ama, che infatti compare come soggetto protagonista in gran parte delle iniziative, salvo l’eccezione delle celebrazioni dedicate al Santo patrono acquisito, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Circolava diversi giorni fa la comunicazione dal Comune che le associazioni potevano proporre idee per creare eventi estivi, dunque ciò fa strizzare l’occhio che solo pochi gruppi abbiano preso parte al cartellone estivo comunale, lasciando intendere la scarsa partecipazione delle associazioni locali, nonostante queste ultime crescano come funghi, mettendosi in dignitosa competizione per numero con il numero complessivo della popolazione paganese.

Sul versante festa di Sant’Alfonso, almeno, l’amministrazione mostra un sussulto di dignità. La giunta comunale, riunitasi lo scorso 14 luglio a Palazzo San Carlo sotto la presidenza del sindaco Raffaele Maria De Prisco, ha approvato il programma ufficiale delle celebrazioni religiose e civili. L’edizione 2025 sarà ricordata per un evento raro e significativo: dopo 25 anni, le spoglie del santo torneranno in processione, richiamando fedeli da tutta la Campania.Il programma alfonsiano prevede l’installazione di luminarie in via Marconi, piazza Sant’Alfonso, via Cesarano e piazza Auditorium; un concerto bandistico il 2 agosto con il complesso musicale di Francavilla Fontana; l’esibizione di Lele Blade il 3 agosto e il gran finale con Gigi Finizio il 4 agosto.Ma fuori da questa parentesi sacro-festiva, l’offerta estiva è ripetitiva con basso tono culturale, come par voler dire che i paganesi siano un popolo culturalmente inadatto per godersi eventi artistici di spessore. Per i nostalgici della cultura, visti i risultati, devono migrare dai vicini di casa.

Balletti, proiezioni cinematografiche, motoraduno, animazione per bambini, attività affidate a pochi gruppi, sempre gli stessi, sempre nel solito giro. Mentre a Pagani si vivacchia, i comuni limitrofi fanno cultura vera: da Nocera con il suo Jazz Festival, di cui si susseguono altri eventi di grande importanza artistica, ad Angri con un cartellone dinamico e di qualità. Pagani no. Pubblica tardi, copia male e taglia fuori. Per i patrioti, piuttosto che “restare a Pagani”, non resta a loro di “resistere a Pagani”.

