Pagani canta sulle note di Andrea Sannino e, quest’ultimo, la saluta sul suo profilo di Facebook con una dicitura: “Pagani dinte ‘o core!”. L’artista si è esibito la sera dell’11 luglio all’Arena Pignataro con l’evento “Pizza Sound”. Sannino racconta, tramite l’intervista, alcune chicche sulle sue canzoni, in particolare “Abbracciame”, e spiega che ha visitato diverse volte la città che ha “dinte ‘o core”.
La notorietà della canzone “Abbracciame” fa il suo accesso in un momento di dolore, durante il periodo caldo del virus Sars-CoV2. Come ha vissuto questo momento?
La mia canzone, che è “Abbracciame” appartenente all’album “Uanema”, mi ha portato anche a Pagani qualche anno fa. Grazie a questa canzone ho avuto una grande popolarità in Campania. Successivamente “Abbracciame” ha avuto, durante la pandemia da Sars-CoV2, un respiro prima nazionale poi internazionale, ed è andata avanti in maniera positiva. La fase difficile del Covid-19 l’abbiamo sopportata e vissuta tutti, a prescindere della canzone, la canzone resta positiva, anzi è stata l’unica nota positiva in un momento di sofferenza totale, devo aggiungere che diventa una nota positiva per puro caso, perché una persona ha scelto di cantarla sul balcone, poi altre persone l’hanno seguita.
È stato capace di veicolare il messaggio di fratellanza in Italia tramite la lingua napoletana, lei che cosa ne pensa?
È stata una cosa incredibile! Nel momento in cui ci venivano vietati gli abbracci, la gente ha sentito la necessità almeno di raccontarselo tramite la mia canzone.
Nelle sue canzoni troviamo spesso l’amore come protagonista, da dove nasce questo bisogno?
Sicuramente la mia creatività nasce dalla mia provenienza, provengo dal territorio di Ercolano, che si trova in provincia di Napoli, famosa nel mondo per gli scavi. Tuttavia io risiedevo a ridosso del mercato di Resina, qui c’era una realtà che, durante la mia infanzia, non era rosea, quindi questa sofferenza, questa voglia di ricerca di felicità, mi ha dato lo spunto creativo di parlare di amore. L’immaginazione ha fatto tutto.
La sua ultima canzone dal titolo “Te voglio troppo bene”, che canta insieme a Franco Ricciardi, ha un tono diverso?
Sì, ho fatto un passo verso Franco, che è il capostipite di questo sound. Io ho voluto questo duetto per il mio album, la canzone l’ho scritta insieme a Franco Ricciardi, Mauro e Antonio Spenillo. La canzone è diventata una hit importante dopo un mese dall’uscita, si ascolta spesso anche sui social network. In questa canzone c’è il tema della sofferenza perché parla della guerra, noi siamo partiti dall’immagine della guerra in Ucraina. Il papà è costretto a separarsi dai figli per andare a combattere e quindi dice a loro per un’ultima volta “te voglio troppo bene”. Nel testo noi vogliamo far pensare alle persone che la guerra è sempre sbagliata a prescindere dai luoghi, che siano vicini o lontani, nessuna è utile e nessuna è giusta.
Lei è già stato a Pagani?
Sì, sono stato diverse volte durante la festa della Madonna delle galline.
Che emozioni le ha suscitato questa festa?
Si tratta della la mia festa preferita, fonda le sue radici nei secoli, è l’unica in cui vado pure se non canto. Ci sono stato, come ho detto, diverse volte. Partecipano tutti i cittadini a questa festa, quindi adoro l’atmosfera che si crea. Mi piace assaporare il carciofo e il vino, mi piacciono i toselli, che sono allestiti appositamente durante la festa, e mi piacciono i balli e canti della tradizione.
Marco Visconti

