Pagani. Bimba nata morta nel 2014, si riaprono le indagini

Ascoltate dalla procura la suocera e la madre della giovane mamma

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La figlia morì pochi secondi dopo essere nata. Per questa circostanza, 4 medici finirono indagati dalla magistratura per omicidio colposo. A distanza di due anni, il gip rigetta l’archiviazione della procura e dispone nuove indagini per chiarire la dinamica che portò al decesso della piccola Carmen. Era  il 3 maggio 2014. Quel giorno, una giovane mamma di Pagani, Carmela, si recò all’Umberto I di Nocera Inferiore a causa di violenti dolori addominali. Era già oltre i 9 mesi di gravidanza, quindi pronta a partorire. Visitata e rassicurata da un ginecologo prima e consultatasi al telefono con il suo medico di base, si era convinta a tornare a casa. Quei dolori però erano sempre più lancinanti, tanto da costringere un terzo medico a trasferire la donna in reparto, visto lo stato “evidente di sofferenza”. Poi la tragedia: i primi tracciati riferirono di un battito molto debole nel feto. La corsa in sala operatoria e il taglio cesareo non salvarono la piccola, che nacque praticamente “già morta”. I familiari denunciarono tutto alla polizia.

Concluse le indagini, la procura stabilì che il feto morì a causa di un infarto acuto della placenta. Un evento «prevedibile ma non prevenibile, nonostante la diagnosi corretta effettuata dai medici». Di contro, la replica degli avvocati difensori che sostennero che la diagnosi fosse sbagliata e che l’analisi del medico legale si era basata sull’analisi di una cartella clinica incompleta. Con le nuove indagini, il gip ha ordinato alla procura di sentire la madre e la suocera della giovane mamma. Entrambe le donne, infatti, erano presenti durante alcuni dei tracciati effettuati dalla donna, ora a quanto pare misteriosamente spariti. 

Nicola Sorrentino