Pagani, Auditorium:”potenzialità sfruttate dai forestieri”

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“L’Auditorium offre grandi potenzialità, ma le sfruttano solo gli artisti che vengono da fuori”. Questa l’amara considerazione di Carlo Cutolo, attore teatrale e di cortometraggi della cittadina alfonsiana interpellato in merito alla struttura di piazza Sant’Alfonso.

All’indomani delle riflessioni/accuse mosse dal regista teatrale Antonio Avigliano all’intera direzione tecnica e artistica del complesso inaugurato circa 6 anni fa, ad esprimersi è stato anche un altro artista paganese, Carlo Cutolo. Il giovane, attore teatrale nonché esponente dell’associazione teatrale Rosso e Nero si è detto concorde su molti dei punti espressi da Avigliano. E fa appello anche a Bottone.

“L’Auditorium è una struttura con grandi potenzialità – ha detto Cutolo – certo, andrebbe un attimo rimesso a nuovo ma potrebbe regalare tantissimo alla città di Pagani. Sono in linea col pensiero di Avigliano perché anche io stesso, a più riprese in passato, avrei voluto che prendessero vita iniziative di ambito musicale che riguardassero il canto, la danza, la recitazione. Non è stato possibile farlo, volevamo mettere tutte le associazioni d’accordo e non è andata così, ma ciò non significa che non possiamo riprovarci ancora. Il sindaco potrebbe far molto, potrebbe riunire tutte le associazioni e creare un contesto in cui tutti lavorino all’interno della struttura e facciano emergere le potenzialità che spesso restano nascoste. Rivalutare il territorio significa anche questo: con l’Auditorium si potrebbero coinvolgere numerosi ragazzi, artisti che sono sempre costretti ad andare fuori paese. A che serve tutto ciò? Abbiamo un potenziale, lasciamo che lo sfruttino meglio solo le persone che vengono da fuori. E noi?”

lL’artista, nelle sue riflessioni, si differenzia però dallo stesso Avigliano. “Non c’è niente di male se nell’Auditorium vengono fatti anche saggi o manifestazioni di diverso tipo – le sue parole – perché comunque danno l’idea di una struttura dinamica. È importante, però, che tutto sia ben orchestrato”