Pagani, aggressioni nella “zona della movida” in via Mammì

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Esplode la rabbia dei residenti e ragazzi.

di Marco Visconti

Poco prima della mezzanotte del 6 luglio, si è verificata una violenta aggressione davanti allo stadio “Marcello Torre”, in via Mammì. Un giovane è stato picchiato brutalmente da due coetanei, entrambi maggiorenni, dopo aver richiamato una ragazza che sfrecciava con una Smart sul piazzale, incurante della presenza di decine di ragazzi che ogni sera si ritrovano in quella zona per bere e chiacchierare.La vittima dell’aggressione, rimasta anonima, ha riportato gravi ferite: setto nasale fratturato, trauma cranico, escoriazioni sul viso e alle gambe. Dopo essere stato medicato al pronto soccorso di Nocera Inferiore, è stato sottoposto a una prognosi di almeno sette giorni, con la necessità di prolungare il riposo per ulteriori accertamenti e per il recupero delle condizioni fisiche, tanto da non poter riprendere il lavoro.

Quell’area, adiacente allo stadio, è da tempo considerata una “terra di nessuno“. La movida notturna si è spostata lì da circa un anno, da quando via Pittoni è diventata off limits per i lavori, ormai fermi da mesi nonostante gli annunci e le promesse di restyling da parte dell’amministrazione comunale, come nel caso della scuola Manzoni. Nel frattempo, quella zona è degenerata tra fuochi d’artificio, schiamazzi e risse, senza alcun controllo stabile delle forze dell’ordine, e con il malcontento crescente dei residenti.

Ma dietro questo episodio non c’è solo il tema della sicurezza: emerge anche la questione del vuoto sociale e culturale che da anni soffoca la città di Pagani. I giovani non hanno spazi di ritrovo sicuri, non esistono iniziative, né luoghi pubblici attrezzati dove incontrarsi. L’unico spazio rimasto, anche se degradato e spesso additato come “problematico”, è proprio quello vicino allo stadio, l’ultima zona dove i ragazzi possono socializzare.«È troppo facile accusare solo chi frequenta certi posti – racconta un giovane del posto che chiede l’anonimato –. La verità è che il problema nasce dall’alto. A Pagani non c’è nulla per noi: nessun centro di aggregazione, nessuna proposta. Intanto il centro storico è vuoto: la ztl senza parcheggi ha allontanato tutti, la villa comunale è abbandonata o riservata solo ad alcune associazioni ‘vicine’ al Comune. Il resto resta escluso, come sempre».

Nel frattempo, i commercianti chiudono, i giovani si disperdono o restano isolati, e la città si spegne lentamente. Non bastano le telecamere di videosorveglianza spesso non funzionanti o le multe spot per risolvere i problemi. «Servirebbe invece uno spazio reale, dignitoso e aperto a tutti – continua il ragazzo –. Fa strano che a Pagani la movida debba quasi nascondersi, anziché poter vivere in spazi veri, sicuri e senza ambiguità. In via Mammì i controlli sono pochi e, anche quando ci sono, nulla cambia davvero».