Pagani, accertati oltre 343mila euro per la ricostruzione post-sisma 1980-81

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Perché dopo 45 anni servono ancora fondi per la ricostruzione? La città “ha vinto la battaglia” descritta dal sindaco Torre?

di Marco Visconti

Il Comune di Pagani ha ufficializzato l’accertamento di un’entrata pari a 343.252,30 euro, somma assegnata dalla Regione Campania per la prosecuzione degli interventi di ricostruzione nei territori colpiti dai terremoti del 1980 e 1981. L’importo, versato sul conto di tesoreria comunale lo scorso 24 ottobre 2025, rientra nelle risorse previste dal Decreto Ministeroale del 30 dicembre 2008, che destina al Comune un finanziamento complessivo di 1 milione di euro.Il decreto ministeriale prevede che i fondi siano destinati prioritariamente al soddisfacimento delle esigenze abitative ancora presenti, nel rispetto delle prescrizioni della Legge numero 32 del 1992.

Con una specifica determinazione, la responsabile del Settore Pianificazione Urbanistica e Suap nominata con decreto sindacale del 14 luglio 2025, ha disposto:la regolarizzazione del provvisorio di tesoreria relativo al versamento regionale;l’accertamento della somma sul capitolo di bilancio dedicato alle “Assegnazioni statali per attività di ricostruzione post-sisma”;il riconoscimento della destinazione vincolata dei fondi;la conferma che l’atto diventa esecutivo con il visto del settore finanziario, come previsto dal decreto legislativo 267 del 2000.

Marcello Torre dopo il terremoto

Nel 1980, nei giorni successivi al terremoto, il sindaco di Pagani, Marcello Torre, parla ai microfoni per fare il punto sulla situazione della città e sulla necessità di ottenere finanziamenti adeguati per la ricostruzione per “vincere la battaglia” per sviluppare Pagani. Durante l’intervista, rispondendo a una giornalista che minimizzava l’entità dei danni sostenendo che «solo 200 cittadini» (non edifici) fossero stati colpiti, Torre ribadisce con fermezza che il numero reale è più alto di 200 cittadini e denuncia il rischio che si voglia “isolare Pagani” nell’assegnazione dei fondi statali.Pochi giorni dopo quelle dichiarazioni, l’11 dicembre 1980, Marcello Torre verrà assassinato.

Perché dopo 45 anni servono ancora fondi per la ricostruzione?

Il nuovo trasferimento di risorse, pur rappresentando un passo avanti, riporta inevitabilmente al centro della discussione la questione dei ritardi storici legati alla ricostruzione post-sisma del 1980-81.Il passare del tempo, oltre quattro decenni, rende evidente la complessità di un processo amministrativo che, tra norme stratificate, competenze suddivise, revisioni tecniche e continui aggiornamenti, ha spesso reso lento e frammentato l’arrivo dei fondi ai Comuni.A ciò si aggiunge l’altra criticità, più volte evidenziata da sindaci e tecnici negli anni: la mancanza di una pianificazione coordinata e stabile, che ha portato a finanziamenti erogati a tranche, spesso non continuative, con lunghi intervalli tra un’assegnazione e l’altra. Lasciando trasparire che Pagani non l’ha vinta la battaglia.