Oro, prezzo alle stelle: la politica di Trump decisiva. Anche l’argento sorpassa la soglia dei 100 dollari

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La corsa verso i beni rifugio accelera e segna nuovi record storici. L’oro supera per la prima volta la soglia dei 5.100 dollari l’oncia nel contratto spot, mentre l’argento spot oltrepassa quota 100 dollari. Un balzo che conferma il clima di forte incertezza sui mercati globali, spinti da tensioni geopolitiche, scontri commerciali e instabilità politica negli Stati Uniti.


Oro e argento ai massimi storici

Nelle ultime sedute il mercato ha mostrato una chiara preferenza per i metalli preziosi. L’oro, considerato da sempre il rifugio per eccellenza nei momenti di crisi, ha toccato nuovi massimi assoluti, trascinando con sé anche l’argento, che ha infranto una soglia psicologica mai raggiunta prima.

Gli investitori continuano a ridurre l’esposizione verso asset più rischiosi, preferendo strumenti capaci di proteggere il valore del capitale in una fase caratterizzata da:

  • forte volatilità dei mercati finanziari
  • incertezze sulle politiche monetarie
  • tensioni commerciali internazionali

La mossa di Trump e le tensioni commerciali

A spingere ulteriormente le quotazioni è stata anche la politica commerciale di Donald Trump. Nel fine settimana l’ex presidente ha minacciato il Canada di imporre dazi del 100% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti qualora Ottawa dovesse stringere un accordo commerciale con la Cina.

Una presa di posizione che ha riacceso i timori di una nuova escalation protezionistica, con effetti diretti sui mercati globali e sulle catene di approvvigionamento. In scenari simili, oro e argento tornano a essere strumenti privilegiati di copertura.


Scontro politico interno negli Stati Uniti

Sul fronte interno, la tensione resta elevata anche a Washington. Il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, ha annunciato l’intenzione di bloccare un maxi pacchetto di spesa federale se i repubblicani non accetteranno di ridurre i fondi al Dipartimento della Sicurezza Interna.

Una mossa che aumenta il rischio di una chiusura parziale del governo federale, scenario che storicamente alimenta l’instabilità finanziaria e rafforza la domanda di beni rifugio.


Oro e fiducia: il legame con la crisi

A spiegare il momento è Max Belmont, gestore di portafoglio presso First Eagle Investment Management, che sintetizza così il ruolo del metallo giallo:

«L’oro è l’inverso della fiducia. È una copertura contro improvvisi picchi di inflazione, cali imprevisti del mercato e fiammate di rischio geopolitico».

Sul tavolo restano inoltre le preoccupazioni per il rapporto teso tra Casa Bianca e Federal Reserve, oltre ai timori legati a un possibile coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in Groenlandia.


Il rialzo continua: i numeri

Nonostante un lieve ritracciamento nelle ultime ore, la tendenza resta nettamente positiva:

  • oro spot: +1,9% a 5.085 dollari l’oncia
  • oro future: 5.756 dollari (+0,55%)
  • argento spot: stabilmente sopra 100 dollari

Numeri che confermano come la fase di incertezza globale stia spingendo i mercati verso una nuova centralità dei metalli preziosi.


Scenario aperto

Con tensioni geopolitiche ancora irrisolte, scontri commerciali potenzialmente inaspriti e un quadro politico americano instabile, oro e argento sembrano destinati a restare protagonisti anche nei prossimi mesi. La politica di Trump e le dinamiche interne agli Stati Uniti continuano a giocare un ruolo chiave nel ridisegnare gli equilibri dei mercati globali.