Opere rubate, dopo il restauro tornano nel Santuario a Sant’Antonio

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Grazie ai Carabinieri due dipinti furono ritrovati a casa di un restauratore tre anni fa, poi sono stati per due anni durante la pandemia furono oggetto delle cure degli studenti e docenti del Suor Orsola che li hanno riportati alla bellezza antica e ora sono tornati a fare parte del patrimonio artistico di Sant’Antonio Abate. 

Due imponenti, sono le tele della “Madonna della Vittoria con i Santi Bernardo e Benedetto” e la “Madonna con Bambino, Santi ed Angeli”.

Secondo gli esperti le opere appartenevano probabilmente all’arredo sacro di due importanti complessi monastici costruiti in epoca angioina l’Abbazia di Santa Maria di Real Valle di Scafati e la Certosa di San Giacomo di Pizzauto ad Angri e che sono state restituite ai padri Dehoniani.

I due quadri, datati tra il settecento e l’ottocento, sono nuovamente esposti nel Santuario di Gesù Bambino di Sant’Antonio Abate. 

È una delle ultime imprese dell’ampio lavoro di “terza missione” al servizio del patrimonio culturale campano, e non solo, realizzata dagli studenti del Corso di Laurea magistrale in Restauro dei beni culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli e il Nucleo regionale di Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

Due anni di lavoro svolto al servizio del patrimonio culturale campano anche durante i periodi di lockdown più rigoroso documentato dalle foto degli studenti impegnati nelle attività di laboratorio del Corso di laurea di restauro, proseguite senza sosta, ovviamente nel più rigoroso rispetto dei protocolli e delle condizioni di sicurezza.