Operazione “Sardinia panta rei”: arrestati trafficanti di droga anche a Napoli, sequestrati beni per 4 milioni di euro

Dall’alba di stamane è in corso una vasta operazione che vede Polizia di Stato e Guardia di Finanza operare congiuntamente nel disarticolare un’organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacente e nel sottrarre alla stessa il patrimonio illecitamente accumulato. In particolare, la Polizia di Stato, con personale della Squadra Mobile di Cagliari, ha eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere a carico di undici indagati di cui 8 residenti a Cagliari e 3 a Napoli, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di esplosivo. Le indagini si sono svolte sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari.  L’indagine è stata avviata nel 2015, con il coordinamento della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, nei confronti di un sodalizio criminale, operante con le modalità tipiche del metodo mafioso, dedito al traffico di sostanze stupefacenti tra la Campania ed il capoluogo isolano. Nel corso dell’attività investigativa sono stati acquisiti significativi elementi di colpevolezza a carico del citato gruppo criminale, composto da pregiudicati sardi e campani, coinvolto nel traffico di ingenti quantitativi di droga, in particolare Hashish, da destinare allo spaccio su “strada” nella provincia di Cagliari. Sono state accertate, nel corso di due anni, 30 importazioni di sostanza stupefacente dal napoletano verso l’Isola, di circa 300 Kg per ogni singola spedizione, per un totale di 10,4 tonnellate di hashish dal napoletano verso l’Isola. Di particolare spessore è risultato il connotato criminale dell’organizzazione, non solo per la capacità di gestire, anche finanziariamente ingentissime partite di stupefacente ma per la pericolosità espressa dall’uso della violenza, come dimostrato dall’atto intimidatorio verificatosi nel febbraio 2016 a Napoli. Gli approfondimenti operati dalla Guardia di Finanza, in particolare dagli specialisti del G.I.C.O. di Cagliari e dello S.C.I.C.O. di Roma, circa gli illegali arricchimenti da parte dei membri dell’organizzazione, hanno evidenziato una rilevante sproporzione tra la disponibilità dei beni risultati intestati o nella disponibilità dei preposti o dei loro familiari conviventi ed i redditi dichiarati ai fini delle imposte dirette: è stato così possibile individuare un rilevante patrimonio del valore di oltre 4 milioni di euro – riferibile ai tre soggetti (due sardi ed un campano) ritenuti promotori e vertici dell’associazione criminale.