VIDEO | “Pesca velenosa”: in carcere per droga anche il capitano della Sarnese

E’ scattata questa mattina l’operazione “Pesca velenosa”, condotta dalla Polizia di Torre Annunziata che ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nella rete delle forze dell’ordine è finita una vera e propria “holding” dedita allo spaccio di stupefacenti. L’organizzazione aveva base operativa nel cosiddetto “Quadrilatero delle Carceri”, da sempre considerato come proficua piazza di spaccio.

L’operazione ha visto l’impiego di 70 agenti del Reparto Prevenzione Crimine Campania e Reparto Mobile, unità cinofile antidroga e antiesplosivo e un elicottero del reparto volo. Cinque le misure di custodia cautelare in carcere – negli istituti di Poggioreale e Cassino – nei confronti di persone con precedenti di polizia per reati legati alla detenzione e lo spaccio di stupefacenti:

  • Antonio Bruno (27 anni) di Torre Annunziata
  • Aniello Ino (22 anni) di Torre Annunziata
  • Angelo Nasto (26 anni) di Torre Annunziata, calciatore e capitano della Sarnese (Serie D girone H)
  • Carlo Antille (20 anni) di Torre Annunziata
  • Raffaele Cirillo (21 anni) di Torre Annunziata

Due invece le misure di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria:

  • Giuseppe Gessosi (23 anni) di Napoli
  • V. (21 anni) di Torre Annunziata

Operazione "Pesca Velenosa"

Scacco a un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti nel "Quadrilatero delle Carceri" a Torre Annunziata. Arrestato, tra gli altri, anche il capitano della Sarnese (Serie D girone H)

Gepostet von MediaNews24 – MN24.it am Donnerstag, 5. April 2018

Le indagini hanno portato a scoprire un sistema molto ingegnoso sfruttato dai pusher per la loro attività. Gli stupefacenti erano custoditi sul tetto di un palazzo fatiscente al civico 117 di Corso Vittorio Emanuele III a Torre Annunziata e veniva prelevato mediante una canna da pesca, da cui il nome dell’operazione scattata questa mattina. Solo i pusher erano a conoscenza dell’esatta collocazione delle scorte e del metodo per attingervi.

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Le comunicazioni tra pusher e intermediari avvenivano tramite un linguaggio criptato, con le dosi definite “maglioni” per eludere eventuali intercettazioni. Nel corso delle indagini, i numerosi sequestri di stupefacenti eseguiti dalle forze dell’ordine hanno anche indotto l’organizzazione a sospendere temporaneamente l’attività di approvvigionamento, salvo poi riprenderla con estrema regolarità. L’attività investigativa ha permesso di raccogliere elementi probatori, volti ad accertare almeno trenta episodi di spaccio tra Torre Annunziata e Torre del Greco.