Operazione acqua pulita: il Comune scova i colpevoli

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Nocera Inferiore mette gli stivali e scende in campo.

di Giorgia Valentini

Questa volta non per un’emergenza improvvisa, ma per un’operazione programmata e chirurgica: passare al setaccio la salute delle acque che attraversano il territorio comunale. Fiumi, torrenti, canali — nessuno escluso — finiranno sotto la lente di laboratori specializzati, con l’obiettivo di capire se quello che scorre è vita o veleno.

Con una determina ufficiale, il Comune ha affidato alla Analisis srl di Angri il compito di campionare e analizzare chimicamente l’acqua in più punti strategici. Non un controllo simbolico, ma una campagna strutturata: di giorno, di notte e senza preavviso, con protocolli che fanno riferimento ai limiti di legge sugli scarichi industriali. Perché la differenza tra un fiume vivo e una cloaca a cielo aperto si gioca sui numeri, e quei numeri devono essere certificati, per scoprire se trasportano vita o veleno.La missione è già partita, per una spesa complessiva di 1.893 euro Iva compresa.

Non è questione di soldi, ma di principio, troppo spesso in Italia si indaga sull’acqua dopo che è diventata imbevibile. Il provvedimento arriva in un momento in cui la sensibilità ambientale è sotto pressione: l’Europa chiede standard sempre più severi, i cittadini pretendono trasparenza, e il territorio paga ancora le ferite di decenni di scarsa vigilanza. Non è un’azione eclatante dal punto di vista dei costi, ma è potente per il segnale che lancia: monitorare, prevenire, sanzionare se serve. Se le analisi diranno che tutto è pulito, Nocera potrà respirare (e bere) più serena. Se invece emergeranno contaminazioni, nessuno potrà dire “non lo sapevamo”. E questa, per una città che vuole liberarsi dalle etichette, è la vera svolta: lasciar parlare i dati, e agire di conseguenza.