OnlyFans: influencer nel mirino del fisco
La Guardia di Finanza di Lodi ha scoperto un’evasione fiscale superiore a 250.000 euro da parte di due influencer attive sulla piattaforma OnlyFans, che non avevano dichiarato al fisco i compensi percepiti attraverso la diffusione di contenuti per adulti. L’indagine si è conclusa con due distinte attività ispettive che hanno fatto emergere gravi irregolarità sotto il profilo tributario.
L’operazione rientra nell’ambito delle attività di polizia economico-finanziaria svolte dalle Fiamme Gialle, finalizzate al contrasto dell’evasione fiscale nel settore digitale. I finanzieri hanno ricostruito i flussi di denaro incassati dalle due influencer, individuando proventi derivanti sia dai canoni mensili di abbonamento versati dai follower, sia da donazioni ricevute tramite bonifici bancari direttamente sui conti correnti personali.
Secondo quanto accertato, tali guadagni non erano stati correttamente dichiarati e sono stati quindi oggetto di contestazioni fiscali ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. L’attività investigativa ha permesso di dimostrare come le entrate fossero riconducibili a una vera e propria attività professionale svolta in modo continuativo, con obblighi fiscali ben precisi.
Oltre alle violazioni ordinarie, la Guardia di Finanza ha proceduto anche alla contestazione della cosiddetta “Ethic tax”, l’imposta etica introdotta nel 2006, che prevede un’addizionale del 25% sulle imposte sui redditi di imprenditori e lavoratori autonomi che operano, anche in via non esclusiva, nella produzione, distribuzione o vendita di materiale pornografico, nonché nella realizzazione e promozione di contenuti che incitano alla violenza.
L’operazione conferma l’attenzione crescente delle autorità fiscali verso le attività economiche svolte online, comprese quelle legate alle piattaforme digitali e ai social network, ribadendo che anche i guadagni ottenuti sul web sono soggetti agli stessi obblighi fiscali previsti per le attività tradizionali.

