Sarà il dottore Carlo De Rosa ad effettuare la consulenza medico psichiatrica su Nobile Izzo, il 52enne tappezziere di Nocera Inferiore, accusato di aver ucciso Santina Rizzo e Maria Ambra. Il gup Luigi Levita, nell’udienza preliminare celebrata ieri, ha accolto la richiesta di abbreviato condizionato presentata dall’avvocato Andrea Vagito, difensore di fiducia del 52enne. Tra le famiglie delle due vittime invece, presenti in aula come persone offese, si sono registrati attimi di forte tensione. Il motivo era proprio la presenza di Nobile Izzo, che ha generato da ambo le parti stati d’animo differenti. Tra chi voleva «guardarlo negli occhi» a chi, invece, in forma più diretta ha reclamato «Subito giustizia».
La tensione accumulata ha costretto il giudice a trasferire l’udienza al piano terra, nell’aula monocratica, per mantenere le giuste distanze tra l’indagato e le famiglie delle due donne. Uno dei componenti infatti, aveva tentato un avvicinamento nei confronti di Izzo, ma è stato allontanato dagli agenti della polizia penitenziaria.
Santina Rizzo morì la notte di San Valentino, nel 2010, a Nocera Superiore. Maria Ambra, invece, il 30 maggio del 2014. Entrambe si prostituivano occasionalmente. La loro morte maturò proprio in quel contesto. Secondo una prima perizia medica, Izzo non sarebbe stato capace di intendere e di volere. Dopo i due omicidi, sarebbe finito in una sorta di «fase rem», per poi risvegliarsi e non ricordare nulla. A incastrarlo furono gli elementi trovati sul luogo del secondo omicidio, quello di Maria Ambra. Le tracce del suo Dna erano presenti su di un fazzoletto e una sigaretta, all’interno della tenda dove la donna si prostituiva. Elementi che risultarono compatibili con quelle rinvenute nel 2010 a casa di Santina Rizzo.
Per l’omicidio di quest’ultima, fu inizialmente accusato e arrestato Mario Della Monica, falegname cavese poi prosciolto in Cassazione da ogni accusa. Santina Rizzo fu uccisa con delle forbici conficcate in bocca e nella vagina. La seconda, invece, finì con la cassa toracica schiacciata e con un piede del letto piantato tra i denti.

