Un silenzio carico di dolore avvolge via Mazzini, a Scafati. Qui viveva Pasquale Nappo, il ragazzo di 18 anni ucciso nella notte tra sabato e domenica in piazza Pace a Boscoreale. Nella casa di famiglia si susseguono amici, parenti e vicini che ancora non riescono a credere a quanto accaduto.
La madre, Carmela Di Lorenzo, trova a stento la forza di parlare: “Mio figlio era tranquillo, responsabile. Era il sole della mia casa. Mi hanno tolto tutto. Avevo ascoltato il dolore di altre madri, ma non avrei mai pensato potesse accadere a me”.
Anche il padre, Salvatore Nappo, ripete con voce spezzata: “Pasquale non poteva essere l’obiettivo. Non era lui quello che cercavano”.
L’intera città è sconvolta. Il parroco di San Francesco di Paola, don Peppino De Luca, ha espresso il dolore della comunità: “Vorrei avere le parole per descrivere questo momento, ma me ne viene in mente una sola: scusa. Scusa se non abbiamo saputo difenderti da tanta schifezza”.
“Era un ragazzo bravissimo – racconta la titolare di un negozio di frutta poco distante –. È cresciuto qui, tra di noi. La sua famiglia è stimata da tutti, persone perbene e rispettate”.
Tra i ricordi, anche quello del maestro elementare di Pasquale, Antonio Faiella: “Era un bambino buono, socievole, rispettoso. Sempre sorridente. Il dolore mi strozza le parole”.
La tragedia ha scosso le istituzioni. Il sindaco Pasquale Aliberti ha parlato di “una violenza che non appartiene a Scafati”, invocando una risposta collettiva: “Serve una reazione corale, dalle famiglie alle scuole, dalle parrocchie alle istituzioni. Ogni giovane che cade vittima della violenza è un fallimento della comunità”.
Il primo cittadino ha anche chiesto una maggiore presenza delle forze dell’ordine, ricordando la carenza di organico alla Tenenza dei carabinieri: “La sicurezza è un diritto da garantire ogni giorno. Scafati non può restare scoperta”.
In via Mazzini, intanto, la folla continua a crescere. Tra lacrime e silenzio, tutti ricordano Pasquale Nappo, un ragazzo solare e gentile, strappato troppo presto alla vita da una violenza che ancora non trova spiegazione.

