Olimpiadi Milano-Cortina 2026: oggi si accende la fiamma olimpica

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Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 entrano ufficialmente nella loro fase più simbolica e solenne con l’accensione della fiamma olimpica, un rito che ancora una volta lega il presente alla memoria millenaria dei Giochi. Un fuoco che nasce in Grecia e che attraverserà l’Italia fino ad arrivare a Milano il prossimo 6 febbraio, aprendo idealmente la strada a un’Olimpiade che si preannuncia carica di significati, non solo sportivi.

Il cuore della cerimonia resta Olimpia, culla dei Giochi e luogo dove tutto ebbe origine. È qui che la fiamma prende vita, in un contesto che unisce sacralità, storia e suggestione. Normalmente lo scenario prescelto è quello del Tempio di Hera, ma le condizioni meteorologiche avverse hanno spinto il comitato organizzatore a modificare il protocollo, trasferendo la celebrazione all’interno del Museo Archeologico. Una variazione necessaria, ma che non intacca il valore di un rituale che resiste al tempo e alle epoche.

A incarnare il ruolo di grande sacerdotessa sarà Mary Mina, attrice chiamata a rappresentare il legame tra il mondo antico e quello moderno. Intorno a lei, quarantacinque tra ragazzi e ragazze daranno vita a una coreografia dal forte impatto evocativo, ideata da Artemis Ignatiou e intitolata “Figlie e Kouroi, il risveglio perpetuo”. Una messa in scena che non è solo spettacolo, ma racconto visivo di una tradizione che si rinnova senza perdere la propria essenza.

Il momento più atteso resta quello in cui la fiamma nasce dal sole. Un gesto che segue protocolli risalenti a quasi tremila anni fa: i raggi vengono concentrati attraverso uno specchio parabolico concavo fino a generare il fuoco sacro. Se il meteo dovesse impedire questo passaggio, entrerà in scena il cosiddetto “fuoco di riserva”, acceso preventivamente e custodito in una lampada speciale, pronto a garantire la continuità del rito. La fiamma viene poi posta in un’urna e portata all’antico stadio, dove viene consegnata al primo tedoforo insieme a un ramo d’ulivo, emblema universale di pace.

Ed è proprio su questa figura che si è registrato un cambio di programma. Il primo tedoforo designato era lo sciatore AJ Ginnis, volto simbolo degli sport invernali greci, ma un infortunio a ridosso dello slalom speciale di Gurgl lo ha costretto a rinunciare. Al suo posto partirà Petros Gaidatzis, canottiere e bronzo olimpico a Parigi 2024 nel due di coppia pesi leggeri, che avrà l’onore di inaugurare la staffetta verso Milano-Cortina.

Il viaggio della fiamma lungo la penisola sarà molto più di un semplice percorso geografico. Sarà un itinerario emotivo che toccherà città, borghi, montagne e comunità, unendo idealmente il Nord e il Sud del Paese sotto il segno dello sport e dell’identità condivisa. Ogni tappa racconterà un frammento dell’Italia che si prepara ad accogliere il mondo, trasformando l’attesa in partecipazione collettiva.

Milano-Cortina 2026 si annuncia così non solo come un evento sportivo, ma come una celebrazione della continuità tra passato e futuro. La fiamma che oggi si accende a Olimpia non è soltanto il simbolo di una competizione che verrà, ma il segnale che un percorso è iniziato davvero. Un fuoco che illumina il cammino verso un’Olimpiade capace di unire tradizione, innovazione e orgoglio nazionale, portando con sé un messaggio che supera tempi e confini.