La partita è iniziata. Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, questa mattina a Roma, nella sede assai simbolica di Palazzo Grazioli, ha lanciato la sua “corrente liberale” di Forza Italia e la sfida a Antonio Tajani. Presenti tra gli altri, riporta l’Ansa, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano e un manipolo di parlamentari di Forza Italia: Tommaso Calderone, Cristina Rossello, Rita Dalla Chiesa, Francesco Cannizzaro, Giovanni Arruzzolo, Francesco Paolo Sisto, Giuseppe Mangialavori, Mario Occhiuto, Erica Mazzetti, Patrizia Marrocco, Ugo Cappellacci, Raffaele De Rosa, Paolo Emilio Russo, Licia Ronzulli, Claudio Lotito, Annarita Patriarca, Isabella Del Monte, Catia Polidori. Fa capolino anche Manlio Messina, ex parlamentare di Fdi ora al gruppo misto. Rispetto alle attese, scarsa la presenza di esponenti meridionali, eppure Occhiuto è il presidente della Calabria. Non c’erano né Vito Bardi né Renato Schifani, due presidenti di regione del sud. Ma i riferimenti al mezzogiorno sono mancati soprattutto nel discorso di Occhiuto, che si è concentrato sui temi dei diritti civili, delle liberalizzazioni, trascurando appunto il sud (che ha bisogno invece di una maggiore presenza dello Stato, a partire dalla lotta alla criminalità organizzata). In prima fila invece esponenti politici lombardi, da Cattaneo alla Ronzulli, quelli che Silvio Berlusconi ha sempre protetto, e che ora si lanciano in questa avventura destinata a spaccare il partito (di cattivo gusto in questo senso la scelta di Palazzo Grazioli, storica residenza romana del Cavaliere, simbolo dell’unità di Forza Italia). C’è già chi osserva che chi era presente alla riunione anti-Tajani e ha ottenuto incarichi da Tajani dovrebbe lasciarli.
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