“Non mi mancherete”: l’addio polemico dell’operaio finisce in tribunale, ma il giudice assolve

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Aveva deciso di chiudere la sua esperienza lavorativa con un’email di saluti dai toni polemici, inviata a tutti i colleghi e dirigenti dell’azienda agricola in cui lavorava. “Finalmente si conclude la mia avventura, non mi mancherete”, aveva scritto, lamentando carenze organizzative, attrezzi mancanti e un clima interno difficile.

I titolari avevano interpretato quel messaggio come offensivo e lo avevano querelato per diffamazione aggravata. Dopo un lungo processo, però, il tribunale di Ferrara ha assolto il 45enne, riconoscendo che “il fatto non costituisce reato”.

Secondo il giudice, si è trattato di un legittimo esercizio del diritto di critica, non di un attacco personale. “Le espressioni usate erano generiche e non indicavano persone o episodi specifici – ha spiegato il difensore, l’avvocato Denis Lovison –. Il mio assistito ha voluto soltanto raccontare la propria esperienza, senza intenzione denigratoria”.

La sentenza sottolinea come anche un linguaggio pungente possa rientrare nei limiti del diritto di esprimere opinioni, purché non leda l’integrità morale di altri. Una decisione che, per il legale, “riafferma la libertà di critica anche nel contesto lavorativo, quando resta nei confini del rispetto”.