Nomine grandi aziende – De Scalzi verso la conferma

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FILE - In this Tuesday, Jan. 20, 2015 file photo, Italian energy giant Eni CEO Claudio Descalzi poses for a photo prior to the start of a conference, in Rome. (ANSA/AP Photo/Andrew Medichini, File)

La partita sulle nomine nelle grandi aziende pubbliche spacca il M5S, mentre è in arrivo la lista ufficiale da parte del Tesoro. Il pomo della discordia all’interno dei pentastellati è la riconferma, data per certa, di Claudio Descalzi al timone dell’Eni. Il manager è infatti coinvolto in alcune vicende giudiziarie: è sotto processo a Milano per la presunta tangente in Nigeria ed è sotto indagine per conflitto d’interesse per appalti per 300 milioni di dollari affidati dall’Eni in Congo a società riconducibili a sua moglie. Ad accendere la miccia nel weekend è stato l’ex deputato grillino, ma sempre tra le figure più influenti all’interno del movimento, Alessandro Di Battista, che ha sollecitato i 5S a bloccare «la nomina a qualsiasi livello, di coloro che, sulla base delle nostre regole, non potrebbero neanche essere candidati al consiglio di circoscrizione».

A sostegno di Di Battista è scesa in campo, tra gli altri, l’ex ministra grillina Giulia Grillo, parlando di un «problema di democrazia interna» al movimento. «Alessandro Di Battista si è unito ad una richiesta che io e altri parlamentari condividiamo e stiamo portando avanti, puntare il dito contro di lui come l’uomo che vuol far tremare la terra sotto ai piedi a Conte è sbagliato e fuorviante, ma ahimè strategico per chi vorrebbe zittirci spostando l’attenzione dal focus principale: questo delle nomine di stato è anzitutto un problema interno alla forza politica M5S. C’è un problema di democrazia interna, e tentare di nasconderlo non fa che acuirne la presenza», ha scritto la deputata in un post su Facebook. E la collega di partito, Barbara Lezzi, incalza: «Gli off contro Di Battista fanno ridere i polli».