Una madre spezzata dal dolore racconta il dramma della perdita della figlia e le ferite ancora aperte. Mariarosaria Tommasino, madre di Noemi Riccardi, la ragazza di 23 anni uccisa dal fratello Vincenzo a Nola, è intervenuta questa mattina in diretta televisiva nel programma Campania24, condotto da Vincenzo Mele su Canale 9.
Il dolore di una madre
Mariarosaria Tommasino ha parlato senza filtri: “Mio figlio deve pagare e deve dimenticare il volto della mamma. Ha massacrato la mia bambina, le ha chiuso la bocca e l’ha uccisa senza motivo. Questa cosa mi tormenta da quel giorno”. La donna ha ribadito di non voler avere più contatti con il figlio, attualmente rinchiuso nel carcere di Poggioreale.
I segnali ignorati
La madre ha raccontato i drammatici momenti precedenti l’omicidio: “Ero scesa a prendere dei documenti. Lo vedevo taciturno, col viso strano. Diceva che non stava bene. Una settimana prima si era iscritto al servizio di igiene mentale di Nola, ma i farmaci che gli erano stati prescritti li aveva fatti comprare e poi buttati”.
Mariarosaria Tommasino ha aggiunto: “Mi aveva anche detto che a causa delle denunce che gli avevo fatto per le sue condotte violente in casa, non poteva fare il passaporto. Per me aveva premeditato tutto: voleva uccidere me e la sorella e scappare via. Ma i suoi piani sono saltati”.
Il funerale e il vuoto attorno
Raccontando del funerale della figlia, la donna ha spiegato: “Non ho fatto caso a chi fosse assente. Pensavo solo alla mia bambina. L’importante è che c’erano la mia famiglia e i miei amici”. Sulla reazione della comunità, ha aggiunto: “Non guardo al popolo. Il popolo c’era solo quando è successo il fatto, perché la gente doveva guardare. Si sono dispiaciuti, ma il problema resta a me”.
La denuncia ignorata
Mariarosaria Tommasino ha poi ricordato la denuncia fatta il 5 maggio e le difficoltà incontrate: “Nessuno mi ha aiutato. Il mio unico disagio era mio figlio. Ce l’aveva con la sorella, che aveva un piccolo problema, era lenta nel fare le sue cose. Lui era violento, ma dopo la mia denuncia solo una volta sono stata convocata dalle forze dell’ordine e ho dovuto parlare in presenza di Vincenzo. Da lì è scaturito il discorso tra me e lui: mi diceva che l’avevo rovinato, che mi avrebbe fatta pagare. Gli ho detto: ‘Ma mi stai minacciando?’. Era nervoso”.

