Lasciando stare gli slavi o finti tali del calcio degli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, il primo vero cognome straniero fu importante. Skoglund, cognome svedese, noto in Italia per il noto e sfortunato Nacka. Uno dei suoi figli, il milanese di nascita Giorgio, giocò nella Nocerina di C1 edizione 1979-80. Poi arrivarono tempi nuovi, all’alba del secondo millennio. Si affaccia il venezuelano Josè Del Nunzio, che poi diventerà famoso per…Ecco i fantozziani Tauà e Koffi. Passano gli anni, tocca a Lazzaro, vivo per un pò di tempo e risorto mai, assieme all’oggetto misterioso Bogni. Quindi l’adottato brasiliano Zappino, stranissimo portiere. Ma soprattutto l’ottimo difensore Olorunleke. E’ già tempo di Pacco Soares, detto Paco. E Higo e Okolie dove li mettiamo, rispondere non saprei con esattezza. Quando si scende tra i dilettanti, esplosione di gusti. Il ben dotato Ganje, i profeti del nulla Moro da Silva e Scornaienchi, l’attivo Babatunde. In C2 compare pure carneade Laens. Un paio d’argentini s’azzardano anche nell’anno della vittoria auteriana di campionato, manco vengono tesserati, col siciliano non si scherza. In Serie B, tocca a Farias, Sacilotto, Merino e Barusso. L’anno dopo il quartetto Cetra composto da Andjelkovic, Diagouraga, Gavilan e Gorobsov, comparse. Ancora un anno ed ecco la rimasuglia in grande stile rappresentata da Kalombo, Kostadinovic, Jogan, Kamara, Vilkaitis, Hottor, Martinez, insomma so cos e Paz. Il resto è storia recente. Due anni fa, Gomis e Dieme. L’anno scorso Salto e Coulibaly. Quest’anno già Tshibamba e Stamenkovic, dopo aver provato Crine e Ike. Ma non è finita, un altro è arrivato ieri. Il nome non si fa ancora. Jamm bell ja, son passati 40 anni da Skoglund.

