Dal decesso del 58enne Giovanni Gallo potrebbe scaturire anche un terzo processo. E questo in un ragione dell’esistenza di una terza indagata, un’infermiera. Sullo sfondo la morte dell’imprenditore avvenuta il 9 luglio del 2013, dopo una colonscopia, a seguito della quale fu nuovamente ricoverato per un peggioramento improvviso delle sue condizioni. La donna sarebbe stata fisicamente presente durante l’intervento che la procura giudicò fatale per le sorti della vittima. La vicenda ha già generato due procedimenti, entrambi in fase dibattimentale. Si procede con ordine: il 9 luglio di tre anni fa Giovanni Gallo, originario di Angri, va all’ospedale Umberto I per sottoporsi ad un intervento di colonscopia. La causa sono dei problemi all’addome e fitte alla pancia. L’intervento riesce, ma i dolori non sono del tutto scomparsi. La famiglia si rivolge a quel punto al medico di base che, non ravvisando problemi dal post operazione, prescrive al 58enne il solo uso di farmaci. Questa circostanza gli costò un’indagine, poi culminata in un rinvio a giudizio in seguito alla contestazione del pubblico ministero Giueseppe Cacciapuoti, che definì quel livello di assistenza fornito dal medico come «grossa leggerezza».
Il giorno dopo l’intervento, l’uomo continuò ad avvertire dolori e decise di tornare in ospedale. Si sottopose ad un’operazione chirurgica d’urgenza, che non gli evitò la morte. Per questo, a processo ci finì anche il medico gastroenterologo che effettuò il primo intervento, e cioè la colonscopia. Sul punto, la famiglia aveva sostenuto che se l’uomo fosse stato informato della pericolosità dell’accertamento, nel momento in cui avvertì dolore, non avrebbe indugiato per un ritorno immediato in ospedale. A rischiare un terzo processo ci sarebbe ora anche l’infermiera presente in sala con il medico gastroenterologo. Per l’avvocato che assiste la famiglia del 58enne, Vincenzo Calabrese, la donna era presente durante l’operazione. La circostanza emergerebbe da alcune testimonianze. La procura ha invece per due volte archiviato la sua posizione, ritenendola estranea ai fatti. La doppia opposizione presentata dall’avvocato della parte civile ha però rimandato tutto al gip, al quale spetterà l’ultima parola sulla posizione della donna, formalmente indagata per omicidio colposo.

