Aveva manifestato entusiasmo sui social fin dal giorno prima: “Grande incontro alla città di Nocera Superiore. È iniziato un cammino di unificazione delle due Nocera. Se si andrà avanti, sarà il primo comune dopo Salerno. Sarò presente e collaborero’ con grande gioia ed entusiasmo”. Le parole di Frà Gigino Petrone si sono trasformate in atto concreto col discorso tenuto in occasione del Seminario di sabato scorso: “Bisognerà spiegare questo grande progetto nelle parrocchie, nei conventi, in ogni luogo d’aggregazione. La parola fusione non mi piace, scegliamone un’altra che equivalga al mettersi assieme. La gente deve conoscere e scegliere. Sono diverse persino le dita di una sola mano, ogni persona ragiona quindi in maniera diversa dall’altra, per questo il dibattito dovrà andare avanti con partecipazione totale e senza eccessi. Sono stato una vita a Cava ma Nocera mi ha subito fatto sentire a casa. Parlo di Nocera, il convento di Santa Maria degli Angeli è Nocera, il punto di confine tra due comunità uguali, magari con qualche diversità nell’identità ma uguali. Ai miei confratelli proporrò che la prossima festa di Santa Maria degli Angeli sia la festa di Nocera intera (n.d.r. stessa cosa magari accadrà per quella di San Francesco). A Cava ho sperimentato che quando una città non è forte difficilmente ottiene quel che vuole. Nocera unificata può diventare forte e crescere in tutto”. Un discorso trascinante, un’adesione rilevante.

