Tanto per essere chiari, le fusioni non debbono essere per i Comuni solo un sistema facile per fare “cassa” grazie ai finanziamenti statali previsti, ma vanno considerate come opportunità economicamente vantaggiose per quegli enti capaci di progettare investimenti utili che mirino ad un reale innalzamento della qualità, del valore e dell’efficienza del territorio in questione. Come “innalzare” la nuova Nuceria? Investire innanzitutto in cultura sotto ogni aspetto, quindi con il legame stretto coi beni archeologici, il territorio, il turismo, la ricaduta economica. E’ la mission principale, prendendo spunto dai tesori di Nuceria Alfaterna ma anche dal percorso che parte dal Castello Fienga e attraversa l’attuale Nocera Inferiore, comprensivo della Caserma Tofano e di San Giovanni in Parco. Cultura ma anche servizi: puntare sulla vivibilità, sulla semplificazione, sul funzionamento degli uffici, sul decentramento di attività amministrative, su un’unica macchina comunale capace di funzionare alla perfezione, sull’innovazione e l’informatizzazione. Cultura, servizi ma anche attività produttiva: individuare possibili nuove aree industriali oppure destinate alla piccola e media impresa ed all’artigianato, porre in essere le condizioni migliori per chi vuole fare impresa e commercio. E’ il momento di sfruttare la grande occasione con idee dal basso e la partecipazione di tutti.

