Nocera Unica: la libertà è partecipazione

La democrazia rappresentativa non funziona più? La frontiera che potrebbe salvarci si chiama  democrazia partecipativa, pensata come un sistema articolato di assemblee, raccolta di proposte, istanze e votazioni che metta i cittadini nelle condizioni non solo di scegliere, decidere e riappropriarsi di pezzi di sovranità ma anche di crescere insieme come democrazia, di approfondire, di confrontarsi. Le tecniche della democrazia partecipativa dovrebbero diventare innanzitutto un patrimonio di ciò che resta dei corpi intermedi, dovrebbero rappresentare il grimaldello che restituisce senso e sostanza ai corpi intermedi. In Italia c’è stato già qualche esperimento, ad esempio a Troia, comune di settemila abitanti in provincia di Foggia. I cittadini hanno potuto decidere direttamente come utilizzare una parte del bilancio comunale, ovvero 100 mila euro, attraverso un articolato sistema di assemblee, raccolta di proposte  e votazioni. Una democrazia matura non può limitarsi ad interpellare i cittadini soltanto nel momento del voto, una volta ogni cinque anni, ma deve invece farlo costantemente per conoscere i problemi, le priorità, le idee e le proposte per una città migliore. La nuova Nuceria dovrà sorgere e strutturarsi nel segno della democrazia partecipativa. Le idee dei cittadini, ad esempio a livello di bilancio, si potrebbero raccogliere in tre categorie: opere pubbliche, servizi al cittadino, progetti. Una serie di assemblee live oppure on line avrebbero il compito di accoglierle per poi sottoporle ad un voto esteso, allargato cioè ai minori (dai sedici anni) e a chi è presente comunque sul territorio (immigrati). E’ un primo esempio, Nuceria non è un dogma calato dall’alto, non in fase di proposta e nemmeno in fase di possibile attuazione. Partecipare alle decisioni vuol dire andare oltre le frazioni e le fazioni, per assumersi la responsabilità di scegliere presente e futuro.