Nocera, una voce che non chiede permesso

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di Giorgia Valentini

C’è una Nocera che non fa rumore inutile e non cerca like, non pretende applausi ma agisce e quando lo fa salva vite; è la Nocera degli ultras, quella che scende in strada nelle notti fredde, sotto la pioggia, quando il Natale è una parola piena di luci per molti ma una lotta quotidiana per chi nasce troppo presto. «Quando salvi un bambino, salvi il mondo intero». Non è uno slogan buono per i manifesti ma una linea di condotta, la stessa che da anni guida il lavoro del dottor Attilio Barbarulo, pediatra della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore ed è la stessa che ha animato fino all’ultimo Silvio Adinolfi, ultras vero, uomo senza scorciatoie morali, che a questa causa ha dato tempo, energie e coerenza.

La sua scomparsa, nell’ottobre 2024, ha lasciato un vuoto ma non un silenzio, perché certi esempi non finiscono, continuano a camminare sulle gambe degli altri. Durante le vigilie natalizie, a Nocera Inferiore, sono stati raccolti 11.477,82 euro una cifra che pesa, non per l’aritmetica, ma per ciò che rappresenta perché dietro quei numeri ci sono incubatrici, monitor, strumenti salvavita e c sono diagnosi più rapide, interventi più efficaci, possibilità concrete di futuro per neonati prematuri o fragili; c’è un reparto che cresce, migliora, diventa presidio di civiltà per un intero territorio.

L’iniziativa, promossa dagli Ultras Nuvkrinum Curva Sud, non è episodica né folkloristica è strutturata, costante, credibile, negli anni ha raccolto decine di migliaia di euro, dimostrando che la parola “ultras” può significare disciplina, responsabilità, comunità. Altro che stereotipi qui non si alzano muri, si tengono in vita bambini. «Eroici, irriducibili», li ha definiti chi li ha visti sfidare la pioggia della vigilia di Natale e il gelo dei giorni successivi, eroici perché presenti, irriducibili perché non disposti a voltarsi dall’altra parte. «Oggi Silvio è orgoglioso di voi più di sempre», ed èdifficile dubitarne. Il dottor Barbarulo lo ha ricordato con parole semplici e definitive: «Quando salvi un bambino, hai salvato il mondo intero» non è retorica ma nuda verità. Il primo febbraio si apriranno altri salvadanai, altri gesti, altre mani tese; perché Nocera, quella vera, è questa ed è una voce che continua a farsi sentire.