Nocera Superiore: un racconto per Gino Ronca, il custode del Battistero

Sarà stato pure un custode abusivo ma Gino Ronca era e resta un’istituzione per Nocera Superiore e in particolare per il bene pubblico immenso che custodiva, il Battistero Paleocristiano. A quasi tre anni dalla morte, avvenuta a giugno 2015, è stato ricordato stasera presso la Biblioteca Comunale Aldo Moro. Furono una sofferenza i suoi ultimi anni di vita, morale prima ancora che fisica. Carte, contenziosi con la Curia, amministrazioni e sovrintendenti: Ronga rimaneva un abusivo, pur dedicando tutto al Battistero. Tradizione familiare, tramandata per generazioni. La bisnonna, Maria Antonietta Della Monica ricevette le chiavi del Battistero. Nel 1929, Maria Pepe, la nonna, ricevette dal ministro della Cultura la delega alla custodia. Poi un breve periodo di “custodia” del Battistero toccò alla madre Antonella Sellitto. Dal 1978, fino al 2015, i quasi 40 anni di file per Gino Ronca. Stasera l’hanno ricordato amici suoi e studiosi del Battistero: il maestro Antonio Salzano e il professore Antonio Pecoraro, co-presidenti del Comitato per il Referendum per la Fusione delle due Nocera, il professore Rosario Pinto. Ricordo caratterizzato da un racconto breve di Salzano: Valentino, custode innamorato. Perchè tra Gino e il Battistero fu vero amore, da 14 febbraio eterno.