Nocera Superiore. Processato a 88 anni per violenza sessuale

Il contadino assolto in aula per assenza di prove concrete

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E’ stato processato alla veneranda età di 88 anni per violenza sessuale verso una 23enne. Ma nel processo non emergono prove e i giudici lo assolvono, motivando che: «La vittima ebbe solo la percezione di una violenza che in realtà non ci fu». Il protagonista è un anziano contadino di Nocera Superiore. I fatti risalgono al 2010. Nella querela, la ragazzina disse di essere stata «afferrata con violenza» dall’uomo, che dietro «minaccia», avrebbe provato a «baciarla ripetutamente», oltre a costringerla «al compimento di atti sessuali». La stessa riuscì però a reagire a farlo desistere. Il processo ha però raccontato un’altra verità.

L’avvocato Giuseppe Fedele, difensore dell’anziano, prima del processo fece acquisire la denuncia della ragazza. Una circostanza che ebbe la conseguenza di far emergere le contraddizioni con la testimonianza, resa poi in aula dalla 23enne. I due si conoscevano da 10 anni: l’anziano aveva cominciato a farle visita, approfittando del fatto che la ragazza andasse a studiare in una casa in campagna, confinante con la sua. Lei disse di considerarlo un “nonno” e per educazione, aveva sempre consentito a farlo entrare e ad ascoltarlo. Fino al 26 giugno 2010, quando prima di congedarsi, l’uomo le strinse la mano e tentò di avvicinarla a se per baciarla in bocca. La ragazza reagì e urlò, facendolo andar via. Prima di ciò, la vittima raccontò che aveva anche notato «un movimento della mano» nell’ottantottenne, «come se stesse masturbandosi». In aula, l’uomo confermò che nel salutare la ragazza le aveva chiesto un bacio, ma che questa aveva urlato al punto da «impaurirlo e farlo fuggire». Pur riconoscendo la buona fede della ragazza, i giudici hanno sottolineato le incongruenze nel suo racconto. In primis sulla masturbazione dell’anziano, mai avvenuta ma solo «immaginata» dalla vittima, che «non aveva una visione diretta delle zone intime dell’88enne». Inoltre, pur confermando che lo stesso avesse provato ad avvicinarla a sé con vigore, ammise di averle dato baci sulla guancia, senza «mai giungere sulle labbra». Nella denuncia invece, aveva parlato solo della richiesta e delle sue proteste, che indussero l’anziano ad allontanarsi

I giudici hanno spiegato che anche se l’uomo avesse avuto intenzione di baciare la vittima, decise comunque di desistere nel momento in cui la ragazza reagì. Nel processo non sono emerse prove di alcun contatto tra i due. «Pur dando atto di una situazione inquietante – si legge – ed anche di potenziale pericolo (essendo legittimo il sospetto che l’età avanzata potesse indurre nell’uomo la erronea convinzione di poter andare “anche oltre” la semplice richiesta), la condotta dell’imputato non integra il reato di violenza sessuale»

Chiosa finale: prima del processo, la difesa dimostrò con una perizia che l’anziano soffriva di un «calo della libido e disfunzione erettile». Una circostanza che portò i giudici a giudicare la sua posizione “solo” dalle parole della ragazza. Poi, smentite in aula.

Nicola Sorrentino