A Pecorari, oggi, l’ultimo saluto per Anna Milite, di tutti conosciuta come Lisa, in passato gestrice di un bar in città. E’ ancora il tempo dell’amarezza e della lacrime ma è già, cominciato, inevitabilmente, anche il tempo della ricerca di eventuali responsabilità per la morte, dopo calvario, della quarantacinquenne originaria di Cava. Ad autopsia svolta, gli esperti della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore hanno ora 90 giorni di tempo per esprimersi e relazionare. Disposti esami tossicologici e istologici, oltre al sequestro delle cartelle cliniche dei ricoveri e dei flaconi di sostanze trovati a casa della donna.
A far scattare le indagini furono, lo scorso marzo, i familiari della Milite, insospettiti e preoccupati dall’assunzione di alcune sostanze che gli prescriveva il preparatore-biologo. L’avvocato Alfonso Esposito, nominato dalla famiglia Milite, ha confermato che Lisa si recava a Pompei presso lo studio di un medico per controllare il peso e intraprendere un percorso di allenamento e di nutrizione, che prevedeva l’assunzione di integratori e aveva l’obiettivo la preparazione verso gare vere e proprie di culturismo. Forte è il sospetto di uso non adatto, anzi alla fine dannoso, di sostanze anabolizzanti.
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