Salvatore Boccia ha avuto questa originale idea in occasione della festa che si celebra a Materdomini il giorno 15 agosto.
di Marco Visconti
L’ideatore della maglia si occupa di design e illustrazione applicata nel campo del design grafico. Va alla ricerca costante di equilibrio tra essenza e funzionalità. Per questa ragione, nasce una vera poesia, un calligramma, su maglietta. Prevalgono colori vivaci, “la vivacità cromatica – commenta Boccia – serve, appunto, per trasmettere l’entusiasmo e il momento di festa che si celebra a Materdomini”. I nomi scelti per comporre il calligramma sono “aceto, olio, alici, mpupata e palatella”. Un crescendo di nomi che vanno a costituire visivamente, qui la scelta del calligramma, il piatto della tradizione: la palatella.

“La palatella – sottolinea Boccia – è l’identità del mio popolo: il mio sangue è fatto di aceto e olio e le mie ossa sono fatte di melanzane e alici. Mi è piaciuto comporre un’immagine a ingredienti – continua Boccia – un simbolo rinnovato per una tradizione autentica di festa che ha fondamenti assolutamente devozionali a cui si compiegano elementi attinenti al cibo, in primo luogo un pane dalla forma tipica ovale con gli estremi che si allungano appena arrotondati, ma nell’ottica grafica una forma senza principio e fine: un volàno che naviga tra aria e terra, a questa rimandano gli ingredienti e altri appuntati nella immagine: olio, aceto, melanzane, e mare: le alici.

Inoltre quel suo nome: palatella, di un tono popolare affettuoso, semplice e caldo come i colori che ho usato nell’immagine. Spero di aver dato un utile contributo alla divulgazione di questa importantissima festa, che da secoli si celebra a Nocera Superiore”.

Festa dell’Assunta
La leggenda parla di una contadina di nome Caramarì la quale vede in sogno la Vergine Maria, che le indica di scavare in un punto preciso: sotto la quercia. Lo scavo porta alla luce il quadro della Madonna con Bambino, in questa occasione portentosa viene eretta nel 1061 la basilica in suo onore. In occasione della festa, si unisce sacro e profano, quest’ultimo aspetto è caratterizzato da danze folkloristiche e da pietanze di antica tradizione: la palatella.
La tradizione della palatella
Essendo che alle porte della festa, non si mangiava carne, i fedeli che riverivano la madonna portavano un cibo molto pratico: la palatella. Ai poli della pietanza ci sono due nodi rendendola una sorta di caramella e al suo interno c’è la ‘mpupata, trattasi di melanzane sottaceto con origano, peperoncino, aglio e alici di Cetara. La pietanza viene preparata ancora oggi allo stesso modo, diventando sinonimo di identità del popolo nocerino.

