Nocera Superiore, la nuova e utile strada, il comizio e tanto altro

Dopo diversi anni di stop, riapre il cantiere relativo ai lavori di realizzazione della viabilità alternativa alla Strada Statale 18. Il progetto generale, ad oggi realizzato all’80%, interessa i comuni di Nocera Superiore, Cava de’ Tirreni, Roccapiemonte, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Pagani, Sant’Egidio del Monte Albino, San Marzano sul Sarno, Angri e Scafati. Stamattina, nell’aula consiliare di Nocera Superiore, sono stati illustrati i dettagli relativi alla riapertura del cantiere, alla presenza del presidente della Provincia, Michele Strianese e del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e naturalmente di un soddisfatto sindaco Giovanni Maria Cuofano. L’importo dell’intervento, finanziato dalla Regione Campania nel 2007, è di circa 22 milioni di euro: il lavoro è stato aggiudicato nel 2006 dall’Ati, con impresa mandataria la Rcm Costruzioni, per il prezzo netto di poco più di 12 milioni. Saranno soddisfatti gli ambientialisti? Incrocio lo sguardo dell’architetto ambientalista Luana Mattiello, probabilmente no. Certamente non è soddisfatto l’architetto battagliero Mario Alfano, che al termine della mattinata fa presente le perplessità davanti alle cartine. Qualche anno fa, si pronunciò contro, alla sua maniera ,Francesco Di Pace buonamima. Il progetto prevedeva all’inizio la realizzazione di una sopraelevata di circa 20 metri che di fatto sovrastava la chiesa rocchese di San Pasquale. «E’ una zona ad alto rischio idrogeologico – spiegava anni fa Di Pace – abbiamo carte che testimoniano la pericolosità dell’opera che si vuole realizzare. Bisogna fermarli per discuterne». Qualcosa per fortuna è cambiato. Ma guardiamo avanti, al futuro, sperando che almeno vada a “decongestionare” un traffico intercomunale ormai non più sopportabile. Presenti Caputo, Cascone, Picarone, il Pd delle due Nocera (nell’aria c’è sempre di più l’appoggio al sindaco uscente di Nocera Superiore, soluzione peraltro legittima ed in un certo senso coerente), qualche sindaco dell’Agro. De Luca parla poco della strada e comizia di politica regional-nazionale. Attacca ovviamente il governo in carica: “Il reddito di cittadinanza? Sono a favore della lotta concreta alla povertà, ma questa misura finirà per indebitarci ancora di più e non genererà lavoro. In Campania tentiamo di fare l’inverso, investendo sul lavoro. Il 2019 sarà l’anno di 10mila nuove assunzioni nel pubblico, il numero esatto pareggia le uscite per pensionamenti dalle piante organiche dei comuni. Ai giovani daremo formazione e lavoro. Il sud rischia lo sbando se passa l’autonomia fiscale completa per Lombardia e Veneto, saremmo abbandonati ad un destino triste, molto triste, e sarà la fine dell’unità nazionale”. De Luca finisce, concede varie interviste, fa quattro passi abbondantemente scortato, va al Bar. Ma non c’è bisogno del caffè per renderlo piacevolmente nervoso.