La mostra è finita, andiamo in pace. Potrebbe sintetizzarsi così l’opera e la vita quotidiana di Antonio Salzano, maestro-pittore di Nocera Superiore, impegnato nel sociale e nell’arte, anche in battaglie non facili (è co-presidente, con Antonio Pecoraro, del Comitato Pro Referendum per la Fusione tra Nocera Superiore e Nocera Inferiore). Ha riscosso successo e attenzione l’ultima sua mostra, durata fino al 7 ottobre a Benevento: Le luminose forme del divino cosmico alfabeto. Quelli che scrivono bene, di arte, affermano: dopo un primo periodo di studio sulla pittura classica si è orientato verso una ricerca post-cubista fino ad approdare all’astrattismo geometrico. Noi vorremmo invece ritornare al suo neocubismo. Ad esempio a Ipocriti (1969). Il caposaldo era l’esprimere la realtà attraverso il rinnovamento del linguaggio. Per la prima volta gli artisti nostrani si spingevano in avanti. Ricominciarono dalle prime avanguardie del secolo, che proprio allora d’altronde venivano rivisitate con successo dai ‘Jeunes peintres de tradition française’, che rimestavano anch’essi le lezioni cubiste e fauve, miscelavano Braque e Picasso con Matisse, e ottenevano così larga, universale approvazione. Sembrò quella, ai nostri, la strada giusta da seguire. E, con l’appoggio critico prima di Giuseppe Marchiori, poi di Lionello Venturi (che battezzò “astratto-concreto” quel modo che propugnava, d’un cauto astrattismo ricolmo di memorie di natura) i gruppi che si formarono in quegli anni furono appunto così: moderni, ma con prudenza. Prima il “Fronte Nuovo”, poi il “Gruppo degli Otto” raccolsero allora nelle loro fila l’eccellenza della pittura italiana: Birolli e Corpora, Morlotti e Vedova, Pizzinato e Turcato, Afro e Moreni; nel primo di quegli schieramenti militò anche Guttuso: che, prima di volgersi a quello che sarà chiamato il “realismo socialista”, gravitò anch’egli – fra ’46 e ’48 – in quell’area d’incerto confine. Salzano quelle lezioni le ha imparate nel corso degli anni, facendole sue ma innovandole con un gusto da realismo cristiano che punta alla geometria dell’anima. Nocera gli deve molto. Nocera e basta. Senza Superiore o Inferiore: come piace lui.

