Nocera Superiore, il ricordo di Fortunato Arena, eroe assieme a Claudio Pezzuto

La sera del 12 febbraio del 1992 Fortunato Arena e Claudio Pezzuto hanno finito i loro controlli a Pontecagnano e stanno rientrando in caserma. Quando passano per Piazza Garibaldi c’è qualcosa che attira la loro attenzione. Sono le otto di sera, notano una grande jeep bianca. A bordo ci sono due persone, forse tre. I carabinieri si fermano, Pezzuto scende e chiede i documenti al conducente. Chiama via radio la stazione per controllare i dati. Dall’altra parte della ricetrasmittente, alla centrale operativa di Battipaglia, seguiranno la tragedia in diretta. Dalla jeep scendono in due e aprono il fuoco contro Pezzuto. Viene ferito al braccio, prova a far scudo verso i passanti prima di essere ferito a morte. Poi i killer si rivolgono verso Arena, una prima sventagliata di mitra, il carabiniere risponde al fuoco provando a mettersi in salvo, lo raggiungono e lo finiscono. I due assassini scompariranno per 152 giorni, cambiando nascondiglio quasi giornalmente. La fuga finisce a Calvanico, in uno dei tanti appartamenti affittati a studenti universitari. Sono Carmine De Feo, 30 anni, e Carmine D’Alessio, 27, quest’ultimo morto nel 2008 per gravi problemi di salute, condannati entrambi all’ergastolo. Fortunato Arena aveva 23 anni, veniva da Messina, si era sposato da sette mesi e la moglie, Angela Lampasone, era incinta ma per il grande dolore perse il bambino. Claudio Pezzuto invece, 29 anni, originario di Lecce, sposato con Tania Pisani, appena 2 anni quel 12 febbraio. Arena è sepolto nel cimitero di Nocera Superiore, la città che è nel cuore di Angela da sempre e per sempre.