Nocera Superiore, il Cuofano bis punta a farsi sentire nelle stanze dei bottoni

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C’è una corposa parte del secondo mandato di Giovanni Maria Cuofano che riguarda la necessità di alzare la voce verso altri enti e riuscire ad ottenere quel che occorre allo sviluppo della città per i prossimi anni. Lo ha ribadito proprio Cuofano nella conferenza stampa di questa mattina a Palazzo di Città. Noi sindaci abbiamo responsabilità sempre più grandi ma dobbiamo essere messi in condizione di poter rispondere alle domande che provengono dalle nostre città, dai nostri territori. Al governo c’è chi vuole una determinata forma di autonomia ma sarebbe opportuno cominciare a parlare di maggiori risorse per i Comuni, visto che sindaci restano il riferimento primo di ogni popolazione. Ecco le questioni principali che Nocera Superiore porterà su altri, decisivi, tavoli. Incalzeremo la Regione sulla questione Viadotto, che riguarda il nostro comune ma anche quelli Nocera Inferiore, Castel San Giorgio e Roccapiemonte. Il presidente De Luca, lo scorso 7 gennaio, ha promesso di reperire i finanziamenti che servono, sono certo che manterrà la parola data in pubblico. Con la Provincia c’è la necessità di lavorare ancora sulla questione strade. Con l’Asl c’è da affrontare la tematica relativa all’ex Mimosa di Materdomini, lavorando per il poliambulatorio del distretto 60. Sul fronte archeologico, continueremo la battaglia per una Sovraintendenza speciale per Nuceria Alfaterna, per superare gli ostacoli e accelerare i tempi, chiediamo con forza un punto di riferimento territoriale, andrò al ministero dei Beni Culturali per ottenerlo. Al ministro dell’Ambiente, invece, chiederò lo stop ai vincoli che riguardano il torrente Cavaiola, che per il nostro territorio sono ormai assurdi e fuori dai tempi, assurdi ma ancora in grado di condizionare crescita e sviluppo. Col PUC abbiamo affrontato e risolto più di un problema, ma ricordo a me stesso e a tutti che sul PUA abbiamo ancora difficoltà legate proprio ai vincoli. Infine la conferma dell’idea rafforzato di una possibile città metropolitana dell’Agro o dell’Unione dei Comuni. Quando ne parlavo, un paio d’anni fa ad esempio, passavo per visionario, oggi è di grande attualità, c’è grande sintonia in questo con Manlio Torquato. Senza mortificare le singole municipalità, è fondamentale portare avanti il discorso della possibile unione dei comuni dell’Agro, che potrebbe diventare la vera svolta per territori omogenei e spesso alle prese con problemi che vanno risolti non con soluzioni singole ma con interventi extra-comunali.