Nocera Superiore, caso “Colonnello”, altri 5 indagati ed un episodio di molestie sessuali

Nella vicenda che ha portato all’arresto di Giuseppe D’Auria, il Colonnello dei supermercati, emergerebbero ulteriori dettagli sconcertanto. Ad esempio anche il licenziamento “indotto” con episodi di molestia sessuale è tra le accuse contestate a uno dei dipendenti, indagato a piede libero insieme ad altri quattro dipendenti. Ma non solo. C’è anche la pressione indebita di D’Auria per imporre ai dipendenti di votare la figlia alle comunali di Nocera Superiore (235 voti cinque anni fa, terza tra i non eletti con Fratelli d’Italia) e c’è una denuncia precisa sulle irregolarità alimentari da parte della veterinaia di Zoo Quark. Questo è quanto emerso nella carte della Procura, che mette in risalto un’accusa di violenza sessuale a uno dei dipendenti che, con altri 4, è indagato a piede libero. Si tratta di una donna che l’imprenditore avrebbe baciato e palpato nel 2014 a Nocera Superiore. A raccontare il caso sarebbe stato uno dei colleghi della vittima. I cinque dipendenti indagati sono i responsabili di cinque punti vendita: Carmine Cimmino, Anna Spiniello, Silvio Silvestri, Anna Pecorelli e Ciro Petrosino L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Angelo Rubano, contesta a D’Auria oltre 30 capi d’accusa, con 36 dipendenti che sarebbero stati costretti a lavorare in un clima «di intimidazione e costrizione». I punti vendita del marchio «Sisa» e «Sole 365» dove lavoravano i dipendenti vessati erano nelle due Nocera, a Sarno, Cava de’ Tirreni, Giffoni Valle Piana, Castel San Giorgio e San Valentino Torio. Nell’ordinanza del gip Danise, su D’Auria si legge: “Spreme i suoi dipendenti come limoni, pretendendo prestazioni superiori a quelle previste dal contratto di lavoro. Chi non ottempera viene licenziato. Il metodo è sempre lo stesso: riprendere il dipendente fino a quando, esasperato, non si dimette. Questa è solo un’infarinatura, per descrivere quello che accade in quel supermercato ci vorrebbe un mezzo libro”.